Malattia oligometastatica e oligoprogressiva: la radioterapia di precisione per colpire le singole metastasi
Intervista al Prof. Filippo Alongi, Direttore del Dipartimento di Radio-Oncologia e Radioterapia Avanzata dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella (Verona)
Quando le metastasi sono poche, può essere utile trattarle direttamente
La presenza di metastasi significa che alcune cellule tumorali si sono diffuse dalla sede di origine ad altri organi o tessuti. Tuttavia, non tutte le malattie metastatiche sono uguali.
In alcuni pazienti il tumore presenta un numero limitato di metastasi, spesso localizzate in poche sedi. Questa situazione viene definita malattia oligometastatica.
In altri casi, durante una terapia farmacologica che sta controllando bene la maggior parte della malattia, solo una o poche metastasi iniziano a crescere. Si parla allora di malattia oligoprogressiva.
In entrambe le situazioni, la moderna radioterapia può avere un ruolo importante.
Che cos'è la radioterapia stereotassica?
La radioterapia stereotassica (SBRT) è una forma di radioterapia di elevata precisione che permette di somministrare dosi elevate direttamente sulla metastasi, riducendo al minimo l'esposizione dei tessuti sani circostanti.
Il trattamento viene generalmente completato in poche sedute, spesso da 1 a 5, a seconda della sede, delle dimensioni della metastasi e della vicinanza agli organi più delicati.
Possono essere trattate metastasi localizzate, ad esempio, a linfonodi, ossa e colonna vertebrale, polmone, fegato, ghiandole surrenali ed encefalo, oltre ad altre sedi accuratamente selezionate.
Qual è l'obiettivo nella malattia oligometastatica?
Quando le metastasi sono poche, l'obiettivo può essere quello di trattare tutte le sedi di malattia visibili, cercando di ottenere un controllo più completo e duraturo del tumore.
Questo approccio viene chiamato terapia diretta alle metastasi, o Metastasis-Directed Therapy (MDT).
In pazienti accuratamente selezionati, gli studi clinici hanno dimostrato che il trattamento locale delle metastasi può prolungare il controllo della malattia e, in alcuni contesti oncologici, contribuire a migliorare gli esiti a lungo termine.
La radioterapia stereotassica non sostituisce necessariamente le terapie farmacologiche: molto spesso le completa, all'interno di una strategia oncologica integrata.
Esempio di trattamento con risposta completa su una metastasi ossea trattata presso il dipartimento del Prof. Alongi di Radio-Oncologia e Radioterapia Avanzata dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella (Verona)
E nella malattia oligoprogressiva?
Il concetto è leggermente diverso.
Un paziente può avere diverse localizzazioni tumorali controllate efficacemente da una terapia sistemica, mentre una o poche metastasi diventano resistenti e iniziano a crescere.
In questa situazione la radioterapia stereotassica può essere utilizzata per controllare selettivamente le sedi che stanno progredendo, mentre la terapia farmacologica continua a controllare il resto della malattia.
L'obiettivo può essere quello di controllare le metastasi resistenti e mantenere più a lungo una terapia farmacologica che sta ancora funzionando, ritardando, quando possibile e appropriato, il passaggio a una nuova linea di trattamento.
Si tratta quindi di una strategia sempre più personalizzata: intervenire dove il tumore sta mostrando resistenza, senza necessariamente modificare una terapia efficace nel resto dell'organismo.
Quali sono i vantaggi?
La radioterapia stereotassica è un trattamento non invasivo, generalmente ambulatoriale e di breve durata.
Nella maggior parte dei casi permette di:
- concentrare dosi elevate sulla metastasi;
- ottenere un'elevata probabilità di controllo della sede trattata;
- effettuare il trattamento in poche sedute;
- limitare l'irradiazione degli organi sani;
- integrarsi con immunoterapia, terapia ormonale, farmaci a bersaglio molecolare o chemioterapia;
- riprendere rapidamente le normali attività.
Come viene tollerata?
La tollerabilità è generalmente molto buona, anche se dipende dalla sede trattata, dalle dimensioni della lesione e dagli organi vicini.
Gli effetti indesiderati possono essere differenti se viene irradiata una metastasi ossea, polmonare, epatica, linfonodale o cerebrale.
Nella maggior parte dei pazienti il trattamento viene effettuato senza necessità di ricovero e con un impatto limitato sulla vita quotidiana.
La precisione delle moderne tecnologie consente di concentrare la dose sulla metastasi cercando di proteggere il più possibile gli organi sani circostanti.
Chi è il candidato ideale?
Non è sufficiente avere "poche metastasi" per essere automaticamente candidati alla radioterapia stereotassica.
La decisione dipende da diversi elementi:
✓ numero, sede e dimensioni delle metastasi;
✓ tipo e caratteristiche biologiche del tumore;
✓ velocità di evoluzione della malattia;
✓ risposta alle precedenti terapie;
✓ possibilità di trattare in sicurezza tutte le sedi considerate rilevanti;
✓ condizioni generali e aspettativa di vita del paziente.
Anche gli esami di imaging sono fondamentali. PET, TC e risonanza magnetica permettono oggi di identificare con sempre maggiore precisione le sedi di malattia e di selezionare meglio i pazienti che possono beneficiare di un trattamento locale.
Il ruolo del radio-oncologo
Il radio-oncologo ha un ruolo centrale nella selezione del paziente. La sua valutazione non riguarda soltanto la possibilità tecnica di irradiare una metastasi, ma considera il quadro oncologico nel suo insieme.
Numero e sede delle lesioni, dimensioni, caratteristiche biologiche della malattia, andamento nel tempo, trattamenti già effettuati e possibilità di integrare la radioterapia con le terapie farmacologiche contribuiscono a definire chi può realmente beneficiare di un trattamento stereotassico e quale sia il momento migliore per effettuarlo.
La moderna radio-oncologia, quindi, non significa soltanto utilizzare tecnologie sempre più precise: significa soprattutto selezionare il paziente giusto, nel momento giusto, con il trattamento più appropriato.
Non conta soltanto quante metastasi ci sono
Il concetto moderno di oligometastasi va oltre il semplice numero delle lesioni.
Due pazienti con lo stesso numero di metastasi possono avere malattie biologicamente molto diverse.
Per questo è importante valutare quando sono comparse le metastasi, quanto velocemente stanno crescendo, quali sedi interessano, come stanno rispondendo ai farmaci e quale sia il comportamento complessivo del tumore.
La decisione deve quindi essere personalizzata e, quando necessario, condivisa tra radio-oncologo, oncologo medico e gli altri specialisti coinvolti nel percorso di cura.
In sintesi
La malattia metastatica non è sempre un'unica condizione.
Quando le metastasi sono poche e ben identificabili, oppure quando solo alcune sedi stanno crescendo mentre il resto della malattia rimane controllato, la radioterapia stereotassica può rappresentare un'importante opportunità terapeutica.
Poche metastasi → possibilità di trattare direttamente tutte le sedi di malattia selezionate.
Poche metastasi in progressione → possibilità di colpire le sedi resistenti e, in alcuni casi, mantenere più a lungo una terapia farmacologica efficace.
L'obiettivo non è semplicemente "irradiare una metastasi", ma integrare la radioterapia di precisione nel momento più appropriato del percorso oncologico.
Il paziente giusto, il momento giusto, il bersaglio giusto: è questo il principio alla base della radioterapia nella malattia oligometastatica e oligoprogressiva.

