Tumori dell’apparato gastroenterico: perché ogni caso richiede un percorso personalizzato
I tumori dell’apparato gastroenterico comprendono neoplasie molto diverse tra loro: colon-retto, stomaco, esofago, pancreas, fegato, vie biliari, ano e tumori neuroendocrini digestivi. Non esiste quindi “un’unica cura” valida per tutti: il percorso dipende da sede, stadio, condizioni generali, profilo molecolare e possibilità di integrare chirurgia, terapie sistemiche, radioterapia e supporto nutrizionale.
Che cosa sono i tumori dell’apparato gastroenterico?
Con questa espressione si indicano i tumori che interessano il tratto digestivo e gli organi collegati alla digestione. Possono riguardare l’esofago, lo stomaco, il colon-retto, il fegato, il pancreas, la colecisti e le vie biliari. Alcuni sono frequenti e dispongono di programmi di screening, come il tumore del colon-retto; altri sono meno frequenti ma spesso più complessi da diagnosticare precocemente, come pancreas, vie biliari ed esofago.
Secondo I numeri del cancro in Italia 2025, nel 2024 sono state stimate in Italia circa 48.706 nuove diagnosi di tumore del colon-retto, 14.105 di tumore dello stomaco, 13.585 di tumore del pancreas, 12.612 di tumore del fegato, 4.971 di tumore di colecisti e vie biliari e 2.343 di tumore dell’esofago.
Il Dott. Carlo Garufi è specialista in Oncologia Medica e Medicina Interna. Ha una lunga esperienza in oncologia, oltre 20 anni presso l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, la direzione della UOC di Oncologia a Pescara dal 2015 e, dal 2019, la direzione della UOC Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma.
Quali sintomi non bisogna sottovalutare?
I sintomi cambiano in base alla sede del tumore. Possono comparire sangue nelle feci, anemia, modifiche persistenti dell’alvo, dolore addominale, dimagrimento non spiegato, difficoltà a deglutire, vomito persistente, sazietà precoce, ittero, urine scure, feci chiare, perdita di appetito o dolore che si irradia alla schiena. Il National Cancer Institute include tra i possibili segnali di cancro cambiamenti intestinali, sangue nelle feci, difficoltà a deglutire, dolore dopo i pasti, dolore addominale, nausea, vomito e alterazioni dell’appetito.
Questi sintomi non indicano automaticamente un tumore, ma se persistono o si associano a perdita di peso, anemia, sanguinamento o ittero devono essere valutati. Il problema, soprattutto nei tumori di stomaco, pancreas e vie biliari, è che i disturbi iniziali possono essere vaghi e facilmente attribuiti a condizioni benigne.
Il tumore del colon-retto è diverso dagli altri tumori digestivi?
Sì, perché è l’esempio più chiaro di tumore gastroenterico in cui la prevenzione secondaria può cambiare la storia della malattia. In Italia il programma di screening utilizza la ricerca del sangue occulto nelle feci ogni 2 anni nelle persone tra 50 e 69 anni, in alcune Regioni fino a 74 anni.
Lo screening è importante perché può intercettare lesioni precancerose o tumori in fase iniziale. Il Ministero della Salute e l’ISS ricordano che il test del sangue occulto fecale è lo strumento usato nei programmi organizzati e che, in caso di positività, viene attivato un approfondimento endoscopico.
Quali sono i 4 snodi decisionali dopo la diagnosi?
Il valore aggiunto di questo articolo è spostare l’attenzione dalla sola “diagnosi di tumore” al percorso decisionale. Nei tumori gastroenterici, quattro domande cambiano radicalmente la strategia.
1. Qual è la sede esatta del tumore?
Un tumore del colon destro non si gestisce come un tumore del retto; un tumore dello stomaco è diverso da una neoplasia della giunzione gastro-esofagea; pancreas, vie biliari e fegato richiedono competenze e percorsi diversi. La sede condiziona gli esami, la chirurgia, l’eventuale radioterapia e la scelta delle terapie sistemiche.
Le linee guida AIOM pubblicate nel Sistema Nazionale Linee Guida includono documenti specifici per tumori del colon, neoplasie dello stomaco e della giunzione esofago-gastrica, carcinoma del pancreas esocrino, neoplasie del retto e ano, neoplasie neuroendocrine e gestione multidisciplinare dell’epatocarcinoma.
2. La malattia è localizzata, localmente avanzata o metastatica?
Lo stadio stabilisce se l’obiettivo è curativo, di controllo della malattia o di trattamento dei sintomi. Nei tumori localizzati può essere centrale la chirurgia; in altri casi servono terapie prima dell’intervento, dopo l’intervento o entrambe. Nella malattia metastatica, invece, la strategia dipende da sede, diffusione, sintomi, condizioni del paziente e caratteristiche biologiche del tumore.
3. Sono stati valutati i biomarcatori?
Oggi l’oncologia gastroenterica non si basa solo sull’organo colpito. In molti casi servono esami molecolari o immunoistochimici per valutare alterazioni che possono influenzare la scelta terapeutica. Nei tumori del colon-retto, dello stomaco, dell’esofago, delle vie biliari e del pancreas, biomarcatori e profilo molecolare possono orientare farmaci a bersaglio, immunoterapia, studi clinici o strategie personalizzate.
L’ESMO dispone di linee guida cliniche dedicate ai tumori gastrointestinali, con documenti specifici per diverse sedi e con raccomandazioni su diagnosi, stadiazione, trattamento, monitoraggio e follow-up.
4. Il caso è discusso in un team multidisciplinare?
Nei tumori gastroenterici complessi, la discussione multidisciplinare è spesso decisiva. Possono essere coinvolti oncologo medico, chirurgo, gastroenterologo/endoscopista, radioterapista, radiologo, anatomopatologo, nutrizionista, palliativista e data manager di ricerca. La pagina della UOC Oncologia Medica del San Camillo segnala attività di presa in carico dei tumori solidi, ambulatori, Day Hospital, degenza, studi clinici e Disease Management Team; gli studi in corso coinvolgono primariamente anche l’apparato gastroenterico.
Quali esami possono servire?
Gli esami dipendono dalla sede sospetta. Per colon e retto può essere indicata la colonscopia con biopsia; per esofago e stomaco la gastroscopia; per pancreas, fegato e vie biliari possono servire ecografia, TC, risonanza magnetica, colangio-RM, ecoendoscopia o PET/TC in casi selezionati. La biopsia e l’esame istologico sono fondamentali per confermare il tipo di tumore.
Dopo la diagnosi, la stadiazione serve a capire l’estensione della malattia. In base al caso, possono essere richiesti esami del sangue, marcatori tumorali usati in modo appropriato, valutazione nutrizionale, test molecolari e visita anestesiologica o chirurgica quando è ipotizzabile un intervento.
Come si scelgono le terapie?
Le opzioni possono includere chirurgia, chemioterapia, immunoterapia, farmaci a bersaglio molecolare, radioterapia, trattamenti locoregionali, endoscopia terapeutica e cure di supporto. La sequenza è spesso importante quanto la terapia stessa: in alcuni casi si opera subito, in altri si esegue prima un trattamento sistemico o radiochemioterapico per ridurre il rischio di recidiva o rendere la malattia più operabile.
Nel tumore dell’esofago, il rapporto AIOM sottolinea la necessità di un percorso multidisciplinare con chirurgo, oncologo medico, radioterapista, endoscopista, anatomopatologo e nutrizionista, oltre a un’accurata stadiazione; per i tumori superficiali possono essere considerate opzioni endoscopiche, mentre per le forme più avanzate la strategia diventa multimodale.
Perché la nutrizione è parte della cura?
Nei tumori gastroenterici, la nutrizione non è un dettaglio. Difficoltà a mangiare, nausea, diarrea, malassorbimento, calo ponderale o ostruzioni possono compromettere tolleranza alle cure, recupero chirurgico e qualità di vita. Il rapporto AIOM sui tumori pancreatici segnala che l’identificazione precoce di pazienti malnutriti o a rischio di malnutrizione può migliorare controllo dei sintomi, qualità di vita e performance status.
Questo vale in particolare per tumori di esofago, stomaco, pancreas, vie biliari e colon-retto avanzato, nei quali il supporto nutrizionale può accompagnare chirurgia, terapie sistemiche e follow-up.
Quando chiedere una valutazione oncologica?
È opportuno rivolgersi rapidamente allo specialista se una diagnosi di tumore gastroenterico è già stata posta, se una biopsia è positiva, se gli esami radiologici mostrano una lesione sospetta o se sono presenti sintomi persistenti come sangue nelle feci, anemia, difficoltà a deglutire, ittero, dimagrimento o dolore addominale non spiegato.
La visita oncologica serve a chiarire lo stadio, completare gli esami, verificare se servono biomarcatori, discutere il caso in ambito multidisciplinare e definire una strategia realistica. Nei tumori dell’apparato gastroenterico, la domanda più importante non è solo “che tumore è?”, ma: qual è il percorso più adatto per questo paziente, in questo momento della malattia?
Riferimenti (APA)
- AIOM, AIRTUM, Fondazione AIOM, ONS, PASSI, PASSI d’Argento, SIAPeC-IAP. (2025). I numeri del cancro in Italia 2025. Link: https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2025/12/2025_NDC_web.pdf
- Associazione Italiana di Oncologia Medica. (s.d.). Linee Guida AIOM. Link: https://www.aiom.it/linee-guida-aiom/
- European Society for Medical Oncology. (s.d.). ESMO Clinical Practice Guidelines: Gastrointestinal Cancers. Link: https://www.esmo.org/guidelines/esmo-clinical-practice-guidelines-gastrointestinal-cancers
- European Society for Medical Oncology. (s.d.). ESMO Clinical Practice Guideline: Pancreatic Cancer. Link: https://www.esmo.org/guidelines/esmo-clinical-practice-guideline-pancreatic-cancer
- Ministero della Salute. (s.d.). Screening per il cancro del colon retto. Link: https://www.salute.gov.it/new/it/tema/tumori-e-screening/screening-il-cancro-del-colon-retto


