Diabete: questo (s)conosciuto

Autore: Dott. Giancarlo Sandri
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il Dott. Giancarlo Sandri, esperto in Dietologia e Roma, ci parla del diabete, una patologia molto diffusa ma di cui pochi conoscono i reali rischi

Diabete: una patologia sempre più diffusa

Il diabete mellito (dal latino miele) è malattia molto diffusa in tutto il mondo. Ne soffre circa il 4% della popolazione, ma la percentuale raggiunge l’8% se si considera che molti casi senza sintomi o con pochi sintomi non vengono diagnosticati e vengono scoperti solo in occasione di screening di popolazione.

Quali sono i principali tipi di diabete?

Esistono due tipi di diabete, entrambi caratterizzati dal difetto di utilizzare il glucosio assunto con gli alimenti:

  • Diabete mellito di tipo 1, anche detto “diabete giovanile” perché compare spesso in età infantile. Nel diabete di tipo 1 il pancreas è colpito da un fenomeno infiammatorio che provoca la distruzione delle cellule che producono insulina. La carenza di questo ormone causa l’insorgenza di questa patologia.
  • Diabete mellito di tipo 2, detto anche “diabete dell’età matura”. Ha un’origine prevalentemente familiare e, secondo le stime, l’80-90% dei diabetici è affetto dal tipo 2.

Quali sono i soggetti maggiormente colpiti?

Il diabete si sta diffondendo in maniera esponenziale in tutto il mondo ed è strettamente legato ad un’altra patologia, anch’essa molto diffusa ed in crescita: l’obesità. Soggetti obesi con familiarità diabetica sviluppano più facilmente la malattia. La perdita di peso migliora di per sé i sintomi e previene le complicanze del diabete tipo 2.

Quali sono i “rischi” del diabete?

La molecola di glucosio è il carburante delle nostre cellule. Dal suo utilizzo tutte le cellule traggono l’energia necessaria per vivere e svolgere le proprie funzioni. Se non si interviene tempestivamente, l’abbassamento del glucosio nel sangue (glicemia) tipica del diabete di tipo 1 può provocare dopo pochi minuti gravi danni al cervello, che è l‘organo più sensibile alla sua carenza. Il diabete tipo 2 è caratterizzato invece dalla presenza di una resistenza all’azione dell’insulina (che è in concentrazione normale, ma poco efficiente) e da conseguenti alterazioni del metabolismo dei nutrienti, che comportano con il tempo la comparsa di danni in molti organi, come:

  • Occhi (retinopatia diabetica)
  • Reni (insufficienza renale)
  • Arti inferiori (ostruzione delle arterie, con rischio di gangrena dei tessuti)
  • Cuore (infarto)
  • Cervello (ictus)

L’importanza della diagnosi precoce

Per evitare i rischi sopracitati è fondamentale avere una diagnosi precoce, che si può facilmente eseguire dosando la concentrazione di glucosio nel sangue venoso (glicemia). Se la glicemia dosata due volte a distanza di tempo e a digiuno è superiore a 126 mg/dl la diagnosi è certa.

Come curare il diabete

Negli ultimi anni il bagaglio terapeutico si è dotato di nuovi farmaci efficaci e sicuri, prescritti da medici specialisti, che vanno dagli antidiabetici orali agli analoghi dell’insulina. Questo è un ormone essenziale per la nostra vita, cui si è costretti a ricorrere quando altre terapie non hanno funzionato. Altrettanto importante, oltre alla diagnosi, sono i periodici controlli degli esami del sangue, per verificare se la glicemia è tornata ai valori normali e per prevenire i danni d’organo (elettrocardiogramma, visita oculistica, ecodoppler delle arterie del collo e delle gambe, esami di funzionalità renale). Fondamentale è anche svolgere attività fisica costante, seppur moderata, in modo da ridurre la glicemia grazie all’aumento dell’utilizzo del glucosio da parte delle cellule muscolari, nonché ridurre l’introduzione di zuccheri e carboidrati nell’alimentazione, sotto controllo medico.

Dott. Giancarlo Sandri
Dietologia

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