Dieta proteica: la nostra esperta risponde alle tue domande

Autore: Prof.ssa Graziella Bruno
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Editor: Jennifer Verta

In cosa consiste la dieta proteica?, quali sono i suoi vantaggi? A queste domande risponde la Prof.ssa Graziella Bruno, esperta in Diabetologia e Medicina Interna a Torino

Che cos’è la dieta proteica?

La dieta proteica basa il suo principale apporto calorico sulle proteine, componente strutturale fondamentale per l’organismo. In questa dieta la quantità assoluta di proteine è superiore alla dose raccomandata (0.83 g/kg, quindi per una persona di 70 kg=58.1 g/die) e/o la percentuale di proteine è superiore alla dose raccomandata (proteine 15%, lipidi 35%, glicidi 45-55%). Diverso è tuttavia praticare una dieta ipercalorica iperproteica, che non ha alcun effetto sul peso corporeo, rispetto ad una dieta iperproteica ipocalorica, che invece, se attuata sotto controllo medico e per un breve periodo, può essere molto efficace in alcuni pazienti.

Quali sono i vantaggi della dieta proteica?

Rispetto ai carboidrati, le proteine sono caratterizzate da un effetto saziante superiore. È stato infatti sperimentato che l’assunzione a volontà di alimenti proteici induce una riduzione della quantità totale di calorie assunte nella giornata. Inoltre, il consumo di energia per il loro metabolismo è più elevato. Questo è il motivo per cui le diete iperproteiche ipocaloriche sono vantaggiose nel breve periodo, inducono un bilancio energetico negativo e una riduzione di peso senza alterare la struttura muscolare.

È una dieta indicata per tutti?

È una dieta particolarmente indicata negli sportivi, perché consente di mantenere integra la massa muscolare, così come nelle donne con tessuto adiposo sottocutaneo ai glutei e cellulite. Richiede tuttavia un attento controllo medico preventivo, atto ad escludere comorbidità (per es. alterata funzionalità renale o epatica) che ne controindichino l’adozione. In linea generale, prima di iniziare una dieta è sempre opportuna una valutazione medica. Il nutrizionista biologo o il dietista, che spesso vengono consultati in prima battuta da chi ha intende intraprendere una dieta, dovrebbero in realtà intervenire solo in una fase successiva alla valutazione medica, perché solo l’esperienza clinica consente di mettere nella luce corretta l’origine dei disturbi alimentari.

A quali accorgimenti è opportuno fare attenzione?

È necessario porre particolare attenzione all’adeguato apporto di fibre, in modo da non rallentare il transito intestinale, evitare di eccedere con i lipidi e mantenere un’abbondante idratazione. Inoltre, l’effetto saziante si riduce dopo 4-6 mesi. È importante sottolineare che le diete iperproteiche sono in realtà un gruppo eterogeneo di diete, che possono comprendere integrazione con prodotti sostitutivi del pasto oppure che privilegiano proteine di origine animale (carne, latticini, pesce) e vegetali (legumi). Questo secondo approccio è decisamente preferibile, soprattutto se accompagnato da un programma di rieducazione alimentare e di valutazione complessivo dello stile di vita, dei fattori di rischio e delle condizioni che determinano un alterato equilibrio psicofisico. In sintesi, è necessario affidarsi ad un medico esperto in Scienza dell’Alimentazione e in tecniche motivazionali, in modo da lavorare progressivamente su diversi aspetti (il contenuto nutrizionale della dieta, lo schema corporeo, il benessere, le dinamiche psicosociali e le relazioni interpersonali). L’obiettivo finale è quello di potenziare l’autostima e l’ottenimento di una graduale autonomia, in modo da orientare il comportamento alimentare verso uno schema corretto.

Prof.ssa Graziella Bruno
Diabetologia

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