Soluzioni Digitali

Differenze tra Asperger e ADHD negli adulti: come riconoscerle e perché la diagnosi è importante

Quali sono le differenze tra Asperger e ADHD negli adulti? Sempre più spesso la cosiddetta sindrome di Asperger e l’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) vengono riconosciuti anche in età adulta, ma quali sono le differenze tra questi due quadri? Partiamo dall’inizio.

Se sei un adulto che si è sempre sentito “diverso”, frainteso o fuori posto, potresti esserti chiesto almeno una volta: “Cosa c’è che non va in me?”. Magari ti sei riconosciuto in alcuni tratti dell’ADHD o hai letto qualcosa sulla sindrome di Asperger e ti sei sentito colpito in pieno. Ma qual è la vera differenza? E soprattutto, perché comprendere il proprio funzionamento può cambiare il modo di affrontare le difficoltà quotidiane?

Perché Asperger e ADHD possono essere difficili da distinguere negli adulti?

Spesso chi presenta caratteristiche riconducibili allo spettro autistico o all’ADHD passa inosservato fino all’età adulta. Questo può accadere perché entrambi i profili, pur essendo differenti, possono convivere con un’intelligenza nella norma o superiore e con strategie compensatorie sviluppate nel corso degli anni.

Eppure, sotto la superficie, il modo in cui queste persone possono percepire, elaborare e affrontare il mondo può essere profondamente diverso.

L’ADHD si manifesta principalmente attraverso difficoltà persistenti nella regolazione dell’attenzione, nell’organizzazione, nella gestione del tempo e nel controllo degli impulsi. Il disturbo dello spettro autistico, invece, può comportare caratteristiche peculiari nella comunicazione e nell’interazione sociale, interessi particolarmente intensi e una maggiore necessità di prevedibilità e routine.

È importante precisare che il termine “sindrome di Asperger” non viene più utilizzato come diagnosi distinta nei principali sistemi diagnostici contemporanei. Nel DSM-5-TR, infatti, le caratteristiche precedentemente associate alla sindrome di Asperger sono ricondotte al disturbo dello spettro autistico (ASD).

Capire se dietro le proprie difficoltà si trova ADHD, disturbo dello spettro autistico oppure entrambe le condizioni è importante per individuare un percorso di valutazione e di supporto adeguato.

Quali sono le differenze tra Asperger e ADHD nell’attenzione e nella concentrazione?

Chi ha l’ADHD tende ad avere una mente che corre veloce, saltando da un’idea all’altra. La concentrazione può andare e venire e, in alcune situazioni, la persona può riuscire a lavorare particolarmente bene quando è sottoposta a una forte pressione o quando l’attività è altamente stimolante.

Nel disturbo dello spettro autistico, invece, una persona può arrivare a trascorrere molto tempo immersa nello stesso argomento, analizzandone ogni dettaglio e mostrando una concentrazione molto intensa su interessi specifici.

La differenza non consiste quindi semplicemente nell’essere “distratti” oppure “concentrati”. Nell’ADHD la difficoltà riguarda soprattutto la regolazione dell’attenzione, mentre nell’autismo l’attenzione può essere fortemente orientata verso determinati interessi, attività o modalità di elaborazione.

Come cambiano comunicazione e comportamento sociale?

L’adulto con ADHD può parlare molto, cambiare discorso facilmente, interrompere gli altri o apparire disorganizzato e impulsivo durante una conversazione.

La persona con caratteristiche riconducibili allo spettro autistico può invece mostrare una comunicazione più rigida o letterale, utilizzare un linguaggio molto tecnico oppure presentare una modalità espressiva percepita come monotona.

Può sembrare distante, ma questo non significa necessariamente mancanza di interesse verso gli altri. Una delle possibili difficoltà riguarda infatti la comprensione di ciò che non viene detto esplicitamente, come ironia, doppi sensi, espressioni facciali, segnali sociali e altre sfumature della comunicazione.

Quali sono le differenze nelle relazioni interpersonali?

Chi ha l’ADHD può desiderare fortemente il contatto con gli altri, ma può incontrare difficoltà nella gestione delle relazioni a causa dell’impulsività, della disorganizzazione o della difficoltà nel mantenere costante l’attenzione.

Chi presenta caratteristiche dello spettro autistico può invece desiderare di creare legami, ma incontrare maggiori difficoltà nel comprendere alcune regole sociali implicite e nel decodificare le sfumature emotive della comunicazione.

In entrambi i casi possono comparire fraintendimenti, difficoltà relazionali e senso di isolamento, ma le ragioni alla base di queste esperienze possono essere differenti.

Come vengono vissute le emozioni nell’ADHD e nell’autismo?

Entrambi i quadri possono essere associati a emozioni intense, ma queste possono essere vissute e regolate in maniera differente.

Nell’ADHD, entusiasmo, frustrazione e irritazione possono alternarsi rapidamente e le difficoltà nella regolazione emotiva possono incidere sulla vita quotidiana e sulle relazioni.

Nel disturbo dello spettro autistico, invece, la necessità di prevedibilità e di routine può assumere un ruolo centrale. Il cambiamento improvviso può risultare particolarmente destabilizzante, soprattutto quando interrompe abitudini consolidate o interferisce con attività percepite come importanti.

È comunque importante evitare generalizzazioni: le manifestazioni dell’autismo e dell’ADHD possono essere molto diverse da persona a persona.

È possibile avere contemporaneamente ADHD e autismo?

Sì. ADHD e disturbo dello spettro autistico possono coesistere nella stessa persona. Questa possibilità è particolarmente importante nell’adulto, perché la presenza di caratteristiche appartenenti a entrambi i quadri può rendere più complessa la valutazione.

Possono infatti sovrapporsi difficoltà relative a attenzione, organizzazione, regolazione emotiva, comunicazione e relazioni sociali.

Le linee guida NICE sottolineano proprio la necessità di considerare le eventuali condizioni concomitanti durante la valutazione dell’autismo nell’adulto, compreso l’ADHD.

Per questo motivo non è sempre corretto cercare di ricondurre tutte le difficoltà a un’unica condizione. Una valutazione clinica completa permette di analizzare la storia individuale e il funzionamento della persona nel loro insieme.

Come viene effettuata la diagnosi di ADHD e autismo nell’adulto?

La diagnosi non dovrebbe essere formulata semplicemente sulla base di alcuni sintomi riconosciuti attraverso articoli, test online o contenuti sui social network.

Il DSM-5-TR sottolinea che i criteri diagnostici devono essere utilizzati da professionisti adeguatamente formati, attraverso il giudizio clinico e una valutazione complessiva della persona.

Nel caso dell’autismo nell’adulto, la valutazione può comprendere un approfondimento della storia dello sviluppo, delle caratteristiche della comunicazione e delle relazioni sociali, dei comportamenti e degli interessi, oltre alla valutazione delle eventuali condizioni associate. Le linee guida NICE dedicano particolare attenzione proprio alla complessità della diagnosi nell’età adulta.

Per l’ADHD, la valutazione considera invece il quadro dei sintomi, il loro impatto sul funzionamento quotidiano e la loro presenza nel corso della storia individuale. Anche NICE dispone di una specifica linea guida dedicata al riconoscimento, alla diagnosi e alla gestione dell’ADHD negli adulti.

Perché una diagnosi in età adulta può essere importante?

Ricevere una diagnosi in età adulta può essere inizialmente sconvolgente, ma anche liberatorio. Dare un nome al proprio funzionamento mentale non significa necessariamente etichettarsi, ma può rappresentare un modo per comprendere meglio le proprie difficoltà, i propri bisogni e le proprie risorse.

Una valutazione professionale può inoltre aiutare a distinguere tra ADHD, disturbo dello spettro autistico e altre condizioni che possono presentare manifestazioni parzialmente sovrapponibili.

Per alcune persone, arrivare a una spiegazione delle difficoltà incontrate per anni può permettere di reinterpretare esperienze passate con una maggiore consapevolezza e di individuare strategie più efficaci per la vita quotidiana.


Fonti:


Ti potrebbe interessare anche: Il corpo grida ciò che la mente non sa dire: Perché i disturbi alimentari sono molto più di un problema legato al cibo?