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Distanziatori interspinosi: una soluzione mini-invasiva per la stenosi vertebrale

La stenosi vertebro-midollare è una patologia degenerativa che colpisce soprattutto le persone over 60, causando restringimento del canale vertebrale e compressione del midollo spinale o delle radici nervose. Tra i sintomi più comuni: dolore lombare, difficoltà a camminare, debolezza e sensazione di pesantezza alle gambe.


Negli ultimi anni, l’impiego di distanziatori interspinosi rappresenta una soluzione efficace, mini-invasiva e sempre più utilizzata in alternativa agli interventi chirurgici tradizionali 

Una tecnica per evitare la chirurgia invasiva 

I distanziatori interspinosi sono piccoli impianti in titanio o materiale biocompatibile, inseriti tra i processi spinosi di due vertebre adiacenti. Lo scopo è mantenere una distanza ottimale tra le vertebre, evitando il collasso del disco e alleviando la compressione nervosa. 

Questa procedura viene eseguita da un radiologo interventista in sala operatoria o in ambienti dedicati, con anestesia locale e sotto guida fluoroscopica o TC, evitando l'apertura chirurgica tradizionale. 

Come avviene il trattamento 

Il posizionamento del distanziatore interspinoso segue un iter preciso: 

  • Identificazione della zona compressa tramite imaging avanzato (RM, TC) 
  • Anestesia locale nella regione interessata 
  • Accesso percutaneo attraverso una piccola incisione 
  • Posizionamento dell’impianto tra le vertebre sotto guida radiologica 
  • Controllo immediato dell’efficacia con immagini intra-operatorie 

La durata dell’intervento è di circa 30-45 minuti, con dimissione lo stesso giorno o il giorno successivo.

A chi è rivolto questo trattamento? 

I distanziatori interspinosi sono indicati per pazienti che: 

  • Presentano stenosi lombare lieve o moderata 
  • Soffrono di claudicatio neurogena (dolore che si manifesta camminando) 
  • Hanno fallito il trattamento conservativo (farmaci, fisioterapia) 
  • Non possono o non vogliono sottoporsi a chirurgia maggiore 

Non sono invece indicati in caso di instabilità vertebrale importante, fratture vertebrali recenti, o spondilolistesi avanzata. 

Vantaggi della procedura mini-invasiva 

Rispetto alla chirurgia decompressiva tradizionale, i distanziatori interspinosi offrono numerosi benefici: 

  • Tempi di recupero rapidi 
  • Basso rischio di complicanze 
  • Riduzione immediata del dolore 
  • Mantenimento della mobilità vertebrale 
  • Intervento reversibile e ripetibile 


Il tasso di soddisfazione dei pazienti è molto alto, soprattutto per il rapido miglioramento della qualità della vita. 

Il ruolo del radiologo interventista 

La figura del radiologo interventista è centrale in questo tipo di procedure. Grazie all’uso di tecniche di immagine guidata e alla conoscenza anatomica approfondita, il radiologo può intervenire in modo preciso e sicuro, riducendo i rischi operatori e ottimizzando il posizionamento del dispositivo.


In Italia, la diffusione di queste tecniche è in crescita e consente di trattare pazienti anziani o fragili, che non potrebbero affrontare un intervento tradizionale.


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