Oligometastasi: cosa sono e perché cambiano il trattamento dei tumori
Il termine oligometastasi descrive una condizione intermedia nella progressione dei tumori solidi, in cui la malattia metastatica è presente ma limitata a un numero ridotto di lesioni, generalmente fino a 3–5 metastasi, localizzate in uno o pochi organi.
Questo concetto, introdotto negli anni ’90, ha modificato profondamente l’approccio terapeutico in oncologia, perché suggerisce che in alcuni pazienti la malattia metastatica non sia ancora completamente diffusa e possa quindi essere trattata in modo mirato sulle singole lesioni.
Come cambia il trattamento in presenza di oligometastasi?
Tradizionalmente, la presenza di metastasi veniva considerata una fase sistemica della malattia, trattata principalmente con terapie farmacologiche come chemioterapia, terapie target o immunoterapia. Tuttavia, la crescente comprensione della biologia tumorale e il miglioramento delle tecniche diagnostiche e terapeutiche hanno portato a riconoscere che esiste un sottogruppo di pazienti con carico metastatico limitato, nei quali il trattamento locale delle metastasi può avere un impatto significativo sulla prognosi.
La gestione delle oligometastasi si basa attualmente su strategie terapeutiche integrate, che combinano terapie sistemiche e trattamenti locali. Le terapie sistemiche — come chemioterapia, farmaci biologici o immunoterapia — agiscono sulla malattia a livello dell’intero organismo, mentre i trattamenti locali mirano a eliminare o controllare le singole metastasi.
Quali trattamenti locali si utilizzano per le oligometastasi?
Tra le opzioni locali più utilizzate vi sono la chirurgia, quando le metastasi sono tecnicamente resecabili e il paziente è in buone condizioni generali, e la radioterapia stereotassica, una tecnica altamente precisa che consente di somministrare dosi elevate di radiazioni in poche sedute, colpendo la lesione con estrema accuratezza e limitando i danni ai tessuti sani circostanti.
Quali benefici possono offrire i trattamenti locali?
Negli ultimi anni numerosi studi clinici hanno dimostrato che, nei pazienti con malattia oligometastatica, l’aggiunta di trattamenti locali alle terapie sistemiche può migliorare il controllo della malattia e prolungare il tempo libero da progressione.
Perché è importante la valutazione multidisciplinare?
Fondamentale in questo contesto è la valutazione multidisciplinare, che coinvolge oncologi medici, radioterapisti, chirurghi e radiologi. Attraverso il confronto tra specialisti è possibile identificare i pazienti che possono beneficiare maggiormente di un trattamento locale delle metastasi e definire la strategia terapeutica più appropriata.
Come viene individuata la malattia oligometastatica?
L’identificazione delle oligometastasi richiede un’attenta valutazione diagnostica, basata su esami di imaging come la tomografia computerizzata (TC), la risonanza magnetica (RM) e la PET, scelti in base al tipo di tumore e alla sede delle lesioni sospette. Questi strumenti consentono di definire il numero, la localizzazione e l’estensione delle metastasi, informazioni fondamentali per stabilire se la malattia possa essere trattata con un approccio locale. La decisione viene presa considerando anche il tumore di origine, la risposta alle terapie già effettuate, le condizioni generali del paziente e le caratteristiche biologiche della malattia.
Fonti:
- Imaging of Oligometastatic Disease, pubblicato sulla rivista Diagnosticsnel 2022.


