Dolori al petto: quando preoccuparsi?

Autore: Prof. Francesco Prati
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Editor: Top Doctors®

Il dolore al petto può essere legato ad infarto ma non solo. Il nostro esperto in Cardiologia a Roma, il Prof. Francesco Prati, ci spiega quando preoccuparsi

Dolore al petto: a cosa sono dovuti?

I dolori al petto di origine cardiaca (angina pectoris) sono causati il più delle volte da restringimenti delle arterie del cuore, dovute alla presenza di placche aterosclerotiche. Il dolore anginoso si può verificare durante sforzo, come il camminare, oppure a riposo.

Quando i dolori al petto sono pericolosi?

Quando la sintomatologia dolorosa dei dolori al petto si protrae oltre i 15-20 minuti può essere espressione di un infarto miocardico, dovuto alla chiusura completa di una coronaria. L’infarto è ovviamente una situazione di grande pericolo e richiede l’immediato ricovero ospedaliero.

Come diagnosticare l’angina pectoris?

Una attenta raccolta dei sintomi è ovviamente un primo passo molto importante. Dopo aver ascoltato attentamente il paziente si può porre indicazione ad una prova sotto sforzo (treadmill test con Ecg) oppure ad una scintigrafia da sforzo. La TAC coronarica (angiotac) può essere utile per valutare in modo non invasivo eventuali restringimenti delle arterie del cuore. Trovo questa ultima indagine particolarmente utile nei soggetti non anziani. Infine, si può effettuare la coronarografia, ovvero lo studio diretto delle arterie del cuore mediante l’inserimento di un catetere che, abitualmente, viene posizionato nell’arteria della mano.

Come curare l’angina pectoris?

Il trattamento dell’angina può essere effettuato mediante farmaci appartenenti a diverse categorie. Nei pazienti sottoposti a coronarografia si può ricorrere all’angioplastica, che consiste nella rimozione dei restringimenti mediante l’impiego di piccole protesi metalliche che rilasciano medicamenti (stent medicati). Nei casi più gravi si può effettuare un by-pass aortocoronarico, ricorrendo pertanto ad una tecnica chirurgica.
Nel caso dell’infarto il primo rimedio consiste nell’angioplastica coronarica. Una volta effettuata la coronarografia in emergenza si posiziona un palloncino nel punto dell’arteria ostruito e si riapre il vaso ammalato. La procedura viene poi completata con il posizionamento dello stent medicato.


Editor: Valerio Bellio

Prof. Francesco Prati
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