Dottore, mio figlio soffre d’asma!

Autore: Prof. Simone Bianconi
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Editor: Marta Buonomano

Il Prof. Simone Bianconi, esperto in Pneumologia a Roma, ci dà degli utili consigli su come agire in caso di asma nei bambini

Asma nei bambini

L’asma è una delle patologie infantili croniche più frequenti ed interessa il 10% di tutti i bambini, quindi 1 su 10. Nell’affrontare le patologie respiratorie del bambino molto piccolo (con meno di 1 anno), dobbiamo ribadire il concetto che nei primi anni di vita “non tutto ciò che sibila è asma”: questo perché le vie aeree dei bambini sono molto piccole e facilmente possono dar origine ai sibili per qualunque condizione di infiammazione o accumulo di secrezioni. Da specialista pneumologo mi sono sempre occupato di bambini asmatici con più di 3 anni di vita e cercherò di dare qualche spunto per far crescere la conoscenza di questa patologia e migliorarne la gestione.

Asma nei bambini: l’importanza del rapporto tra pneumologo e genitori

Un ruolo essenziale per lo pneumologo è l’approccio e il dialogo con i genitori, che deve essere basato sulla reciproca fiducia ed empatia. Tutto questo per far emergere i punti salienti dell’anamnesi:

  • Familiarità materna e paterna per asma o allergie respiratorie, o
  • Presenza di fratelli o sorelle con asma
  • Andamento della gravidanza (fumo della mamma, tipologia di parto, complicanze polmonari alla nascita, allattamento materno)
  • Dermatite atopica nei primi mesi di vita
  • Episodi di bronchiti frequenti nei primi 2 anni di vita
  • Ricorso al cortisone
  • Ricorso al farmaco di salvataggio o accessi al pronto soccorso con eventuali ricoveri
  • Presenza di animali domestici
  • Esposizione al fumo di sigaretta
  • Stagionalità dei sintomi e variabilità tra giorno e notte
  • Fattori scatenanti (esposizione alla polvere, ai pollini, epiteli di animale, sforzo fisico, risate, reflusso gastroesofageo)

Come si formula la diagnosi?

Il 70% delle diagnosi si formula con un accurato colloquio e l’esecuzione test specifici per vedere se esiste una base allergica (prove cutanee o su sangue) e se vi è un’ostruzione delle vie aeree (spirometria). Se troveremo un’ostruzione delle vie aeree somministreremo un broncodilatatore e ripeteremo l’esame dopo 15 minuti e, in caso di miglioramento sostanziale dei flussi respiratori, avremo la conferma della diagnosi. La bonifica ambientale è un cardine essenziale della patologia nel caso di asma da acaro della polvere o da epitelio di cane e gatto, così come l’igiene ambientale per quanto riguarda il fumo passivo di sigaretta. Anche la prevenzione delle infezioni virali e batteriche gioca il suo ruolo, perché possono essere la causa scatenante dell’asma. Formulata la diagnosi, cominceremo il trattamento.

Come curare l’asma nei bambini

L’asma è stata sempre rappresentata come un iceberg. La parte emersa di ghiaccio, che è la porzione minore, è il sintomo, mentre la porzione maggiore, cioè quella immersa sotto l’acqua, è l’infiammazione. I farmaci che curano l’infiammazione dell’asma sono i cortisonici inalatori; mentre quelli che migliorano i sintomi sono i broncodilatatori, sia a breve (4 ore) che a lunga durata d’azione (12 ore). Esistono anche farmaci orali chiamati antileucotrienici che sono indicati in chi ha presenta una componente rinitica o nella prevenzione dell’asma da sforzo. Nei bambini allergici e dopo attenta valutazione potremmo prescrivere anche una terapia iposensibilizzante (impropriamente nota come vaccino) per via sottocutanea, orale o sublinguale per un periodo di almeno 3 anni.

Quando si può interrompere il trattamento?

L’asma è una patologia cronica e pertanto andrà trattata cronicamente. La terapia impostata all’inizio sarà modulata nel corso dell’anno a seconda della stagione e dell’andamento dei sintomi. Le mamme non devono aver paura del cortisone inalatorio: questo non interferirà assolutamente sulla crescita del bambino. Sospendere la terapia perché si sta meglio, alla lunga porterà ad uno scarso controllo della patologia, con rischio di crisi asmatiche che si presenteranno quando meno ce lo aspetteremo e con ricorso a dosi massicce di cortisone per via sistemica, broncodilatatori ad alto dosaggio ed anche ad accessi al pronto soccorso con ricoveri ospedalieri. È in questi casi che bisogna temere gli effetti collaterali dei farmaci per l’asma. La via inalatoria è la via più sicura che permette al farmaco di agire laddove è necessario, con scarsissimo assorbimento sistemico ed immediata eliminazione del farmaco residuo da parte del fegato. Unica accortezza: l’igiene orale dopo l’assunzione.

Trattamento dell’asma: perché è importante educare il bambino e i genitori?

Educare bambini e genitori all’uso del farmaco inalatorio è cruciale. Non basta dire: “Faccia due spruzzi di questo farmaco o due aspirazioni di quest’altro farmaco”; occorre dedicare del tempo ai pazienti e mostrargli corretto utilizzo. Questi inalatori, che somigliano a dei giocattoli, sono dei veri e propri farmaci e hanno la stessa dignità delle compresse. Dovremo educare il bambino ad utilizzare il farmaco di salvataggio all’inizio di una crisi asmatica che può avvenire a scuola, in palestra o a casa di amici. Esistono inalatori che si usano solo in questi casi ed altri che si usano sia giornalmente per curare l’asma che per curare la crisi respiratoria. Consiglio di tenere il farmaco sul comodino e di assumerlo al risveglio e prima di andare a dormire oppure solo in uno di questi momenti, a seconda del tipo di prescrizione. Spesso l’asma è causata dallo sforzo fisico: in questi casi l’uso del broncodilatatore prima di uno sforzo previene le crisi stesse. Anche i farmaci antileucotrienici assunti giornalmente sono particolarmente indicati in queste situazioni.

Quali farmaci bisogna usare?

I farmaci inalatori per trattare l’asma dei bambini sono di vario tipo. Se vogliamo usare gli spray useremo i distanziatori che sono delle ampolle di materiale plastico in cui inseriamo lo spray e spruzzeremo il farmaco all’interno. All’estremità opposta c’è una mascherina in cui appoggeremo il viso per far respirare il bambino. Nei bambini più grandi potremmo fare a meno del distanziatore se il bambino ha imparato la tecnica correttamente. Esistono anche le polveri inalatorie che vengono erogate attraverso diversi dispositivi molto facili da usare e non c’è bisogno di coordinare la mano con il respiro. L’aerosol invece lo useremo solo per brevi periodi durante il peggioramento della patologia in cui esiste una marcata componente catarrale.

Che cos’è una crisi asmatica?

Per crisi asmatica si intende un peggioramento respiratorio caratterizzato da accessi di tosse, respiro affannoso, respiro con fischio e difficoltà a parlare. In questi casi è fondamentale che il genitore non perda la calma e non trasmetta al bambino il proprio stress. Bisognerà ricorrere senza esitare allo schema di salvataggio prescritto dal pneumologo e, se non si risolve, bisogna recarsi al pronto soccorso.

Come cambia la vita del bambino asmatico?

L’asma è una patologia curabile, anche se non guaribile, e nulla è proibito al nostro bambino dal punto di vista della socializzazione o dell’attività sportiva. Importanti traguardi olimpici, anche medaglie d’oro, sono state vinte di recente da atleti asmatici. Bisognerà naturalmente capire quale è lo sport giusto per ognuno.

Mi piace immaginare la gestione del bambino asmatico come un’alleanza a tre tra pneumologo, bambino e genitore. Se all’interno del team ognuno fa il proprio compito, i risultati arriveranno di sicuro.

Prof. Simone Bianconi
Pneumologia e Malattie Respiratorie

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