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Ernia inguinale e idrocele comunicante nel bambino

L'ernia inguinale e l'idrocele comunicante sono due condizioni congenite che condividono la stessa origine ma presentano caratteristiche e implicazioni differenti.

Entrambe derivano dalla mancata chiusura del dotto peritoneo-vaginale (DPV), una normale comunicazione tra addome e scroto presente durante la vita fetale e destinata a chiudersi spontaneamente prima della nascita.

  • Idrocele comunicante il dotto rimane aperto solo parzialmente, consentendo il passaggio del liquido presente nella cavità addominale verso lo scroto.
  • Ernia inguinale il dotto è sufficientemente ampio da permettere il passaggio di anse intestinali o di altri organi addominali nella regione inguinale o nello scroto.

Entrambe le condizioni interessano più frequentemente il lato destro, ma possono essere bilaterali. L'ernia inguinale è molto più frequente nei maschi, pur potendo presentarsi anche nelle bambine.

Quando è necessario intervenire?

L'ernia inguinale non è una patologia banale perché può andare incontro a complicanze anche gravi, soprattutto nei primi mesi di vita.

Per questo motivo, una volta diagnosticata, deve essere trattata chirurgicamente il prima possibile, in particolare nei neonati e nei lattanti.

L'idrocele comunicante, invece, non provoca complicanze e può risolversi spontaneamente. Generalmente l'intervento viene preso in considerazione solo dopo i 2-3 anni di età, se persiste.

Come si manifesta?

Ernia inguinale

Generalmente i genitori osservano:

  • comparsa improvvisa di un rigonfiamento all'inguine
  • tumefazione che compare e scompare spontaneamente
  • assenza di dolore nella maggior parte dei casi

Idrocele comunicante

L'idrocele si presenta con:

  • aumento di volume dello scroto
  • gonfiore che varia durante la giornata
  • maggiore evidenza dopo attività fisica, febbre o pianto
  • riduzione o scomparsa dopo il riposo notturno

Questa variabilità rappresenta uno degli elementi più caratteristici dell'idrocele comunicante.

Come si effettua la diagnosi per la distinzione fra ernia inguinale e idrocele?

La diagnosi è principalmente clinica.

Spesso sono i genitori, e in particolare la mamma, ad accorgersi per primi della comparsa del rigonfiamento.

L'ecografia può essere utile in alcune situazioni, ma non sempre riesce a evidenziare il dotto peritoneo-vaginale aperto se in quel momento non contiene liquido o anse intestinali.

Nei neonati e nei lattanti distinguere tra ernia e idrocele può essere complesso; è quindi importante una valutazione da parte di uno specialista in chirurgia pediatrica.

Trattamento chirurgico

L'intervento consiste nella chiusura del dotto peritoneo-vaginale attraverso una piccola incisione inguinale.

L'operazione:

  • viene eseguita in anestesia generale
  • è normalmente effettuata in day surgery
  • non richiede alcuna plastica della parete inguinale
  • prevede punti riassorbibili che non devono essere rimossi

Nella maggior parte dei casi il bambino può riprendere le normali attività già il giorno stesso, evitando tuttavia l'attività sportiva per circa tre settimane.

Domande frequenti che possono sorgere

Quali sono i rischi se l'ernia non viene operata?

La complicanza principale è l'incarceramento erniario, cioè l'impossibilità delle anse intestinali di rientrare nell'addome.

Questa situazione può provocare:

  • ostruzione intestinale
  • vomito
  • distensione addominale
  • sofferenza dell'intestino
  • riduzione dell'afflusso di sangue al testicolo fino alla necrosi

Si tratta di una vera urgenza chirurgica.

Quanto tempo si può aspettare prima dell'intervento?

Nei neonati e nei lattanti l'intervento dovrebbe essere programmato il prima possibile dopo la diagnosi, poiché il rischio di complicanze è maggiore rispetto ai bambini più grandi.

Un pianto inconsolabile in un neonato con ernia nota deve sempre far sospettare un possibile incarceramento e richiede una valutazione urgente.

Quali sono i rischi dell'intervento?

L'erniotomia è un intervento sicuro quando eseguito da chirurghi pediatrici esperti.

Come per ogni procedura chirurgica, esistono tuttavia possibili complicanze, tra cui:

  • recidiva dell'ernia
  • lesioni delle strutture vascolari del testicolo con compromissione della sua vascolarizzazione
  • risalita del testicolo, che in rari casi può richiedere un successivo intervento correttivo

L'esperienza del chirurgo rappresenta un elemento fondamentale per ridurre al minimo questi rischi.


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