Fibrillazione atriale: attenzione all’ictus

Autore: Dott. Carlo Sebastiano Tadeo
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Editor: Top Doctors®

La fibrillazione atriale è una aritmia cardiaca: il battito diventa irregolare e perde il suo naturale ritmo. Molte volte il paziente non si rende conto di questo disturbo, che è presente in circa l’1% della popolazione, principalmente negli anziani. Questa aritmia può portare alla formazione di coaguli, che possono arrivare al cervello e provocare l’ictus. La fibrillazione atriale, infatti, è la causa di circa il 25% degli ictus. Ce ne parla il Dott. Carlo Sebastiano Tadeo, esperto in Neurologia

 

1) Cos’è la fibrillazione atriale?

Si definisce fibrillazione atriale un battito cardiaco accelerato e senza ritmo, che si origina nelle camere cardiache superiori, i cosiddetti atri. L’aritmia impedisce il funzionamento degli atri, che non sono più in grado di espellere tutto il sangue. Di conseguenza, il flusso di sangue rallenta all'interno delle camere, aumentando il rischio di formazione di coaguli.

 

2) Quali sono i sintomi della fibrillazione atriale?

I sintomi più comuni della fibrillazione atriale sono: palpitazioni, ossia sensazioni di cuore in gola; battito cardiaco irregolare o anomalo; sensazione di “tuffo al cuore”; debolezza; stordimento e confusione; difficoltà respiratorie; dolore al torace.

 

3) Come si effettua la diagnosi di fibrillazione atriale?

La diagnosi si effettua con l’elettrocardiogramma. A volte, però, l’aritmia non è sempre presente se non per qualche ora: in questi casi la diagnosi potrebbe rivelarsi difficile e la registrazione ECG nelle 24 ore non aiuta. Diventa necessario, quindi, impiantare sotto pelle un Loop-recorder, un piccolo registratore del ritmo cardiaco, che avvisa il vostro Cardiologo quando il cuore non è più ritmico.

 

4) In cosa consiste la terapia per la fibrillazione atriale?

Esistono diversi modi per curare la fibrillazione atriale:

1) Terapia farmacologica: vi sono farmaci antiaritmici per il controllo della frequenza o in grado di ripristinare il normale ritmo del cuore.

2) Cardioversione: la cardioversione elettrica si esegue in ospedale, con una scarica elettrica in grado di ripristinare il ritmo sinusale (il normale ritmo del cuore).

3) Ablazione: attraverso l’introduzione di un catetere, il Cardiologo arriva in alcune zone del cuore per bruciare i gruppi di cellule che provocano la fibrillazione atriale.

 

5) Si può prevenire l’ictus quando si soffre di fibrillazione atriale?

Per prevenire l’ictus cerebrale dovuto alla formazione di coaguli di sangue negli atri, la migliore terapia è quella anticoagulante.

Per molto tempo, gli antagonisti della vitamina K sono stati la migliore terapia possibile. Da qualche anno nuovi anticoagulanti orali si sono dimostrati più efficaci nella prevenzione dell’ictus, in quanto portano minori emorragie e sono più facili da assumere. Tra i nuovi anticoagulanti ci sono il Dabigatran, l’Apixaban, il Rivaroxaban e l’Edoxaban.

Dott. Carlo Sebastiano Tadeo
Neurologia

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