Fibrillazione atriale e diabete?

Autore: Prof. Marco Comaschi
Pubblicato:
Editor: Top Doctors®

La fibrillazione atriale è la forma più comune di aritmia cardiaca. È stato dimostrato che i diabetici hanno il 30-40% di possibilità di sviluppare questa patologia. Ce ne parla il Prof. Marco Comaschi, esperto in Endocrinologia a Genova

Cos’è la fibrillazione atriale?

La fibrillazione atriale rappresenta la forma più comune di aritmia cardiaca, dopo l'extrasistole. Circa l’1-2% della popolazione nei paesi occidentali è colpita da questa patologia; le statistiche dimostrano che, a parità di età, la fibrillazione atriale è più frequente negli uomini che nelle donne e si manifesta con un'irregolarità e un’alterazione del battito cardiaco e del suo ritmo (rapido e irregolare) con origine nell’atrio. Le pareti delle cavità atriali subiscono solleciti continui tali per cui l’attività ventricolare risulta disorganizzata con conseguenze negative sul conseguente flusso sanguigno pompato dal cuore.

In quali forme si suddivide la fibrillazione atriale?

Secondo la forma di manifestazione, la fibrillazione atriale si suddivide in:

  • Parossistica: si caratterizza per la comparsa improvvisa di aritmia cardiaca ad altissima frequenza, di breve durata, che raramente implica l’assunzione di farmaci o richiede trattamenti specifici; 
  • Permanente: la frequenza risulta inferiore rispetto alla fibrillazione parossistica ed è necessario un trattamento terapeutico per normalizzare l’attività cardiaca. Generalmente dura più di una settimana;
  • Cronica: gli episodi di aritmia sono permanenti, anche a causa della presenza di altre patologie, soprattutto cardiache, che rendono la fibrillazione atriale un fenomeno stabile. È necessario, pertanto, oltre al trattamento terapeutico iniziale, capire quale patologia stia provocando l’aritmia. 

Cos’è il diabete?

Il diabete mellito, più comunemente detto diabete, è una patologia metabolica legata alla secrezione dell’insulina, un ormone proteico prodotto dal pancreas che regola i livelli di glucosio con il fine di ridurre la glicemia. Infatti, una delle caratteristiche principali del diabete è l’iperglicemia, rappresentata da una concentrazione elevata di glucosio nel sangue. Le complicanze associate all’iperglicemia sono principalmente di natura vascolare.

La relazione tra diabete e fibrillazione atriale

Recenti studi hanno dimostrato che le persone diabetiche che assumono insulina sono particolarmente soggette a fibrillazione atriale e che, la sovrapposizione delle due patologie, contribuisce all’aumento del rischio di ictus e di embolia sistemica. I pazienti colpiti da diabete presentano un rischio del 30-40% di sviluppare fibrillazione atriale (prevalentemente per il genere femminile), rispetto alla popolazione globale. Ipertensione, aterosclerosi e obesità rappresentano le condizioni comuni alle due patologie.
Gli studi, inoltre, hanno dimostrato che i pazienti con un metabolismo glucidico alterato condizionano le proprietà elettrofisiologiche dei tessuti atriali con conseguente diminuzione del voltaggio e una maggiore esposizione alla fibrillazione atriale (a seguito di ablazione). È di fondamentale importanza, dunque, assicurare un trattamento anticoagulante appropriato ai pazienti diabetici che assumono insulina con fibrillazione atriale, al fine di ridurre ulteriori rischi e complicazioni.

 

Prof. Marco Comaschi
Endocrinologia e Malattie Del Metabolismo

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Utilizziamo cookies propri e di terzi per offrire una miglior esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito ne accetta l'uso. Continuare Politica dei cookies