Flebite, tromboflebite e flebotrombosi

Autore: Prof. Alberto Caggiati
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Flebite, tromboflebite e flebotrombosi: qual è la differenza? Ce lo dice il Prof. Alberto Caggiati, esperto in Chirurgia Vascolare a Roma

Cosa s’intende per flebite?

Il termine flebite indica l'infiammazione di una vena. L'infiammazione di una vena si complica con la formazione di un coagulo al suo interno (tromboflebite o flebotrombosi) che la occlude. La sede più frequente di flebiti e tromboflebiti è l'arto inferiore. Questo perché l'arto inferiore è la parte del corpo in cui il flusso venoso è più lento, dovendo il sangue risalire verso il cuore ostacolato della forza di gravità. Le flebiti possono interessare le vene superficiali (quelle che decorrono nello strato sottocutaneo) o nelle vene profonde (quelle che decorrono fra i muscoli della gamba e della coscia).

Cosa sono le flebiti superficiali?

Per quanto riguarda le flebiti che interessano le vene superficiali, se ad essere infiammate sono vene varicose, può essere usato il termine di "varicoflebite". In genere, le flebiti superficiali non sono gravi come quelle profonde, ma non devono in alcun caso essere trascurate. In caso di varicoflebiti la causa è evidente: è la varice stessa la causa della flebite. In assenza di varici, la causa della flebite superficiale richiede approfondite indagini cliniche. La flebite superficiale si presenta come un'area cutanea arrossata, dolente sia alla palpazione che spontaneamente. La palpazione rivela anche l'indurimento dei tessuti o addirittura la presenza dei coaguli all'interno della vena infiammata. Uno studio ecocolordoppler è necessario per confermare la diagnosi di flebite superficiale e per verificarne l'estensione.

Flebiti profonde: tromboflebiti o flebotrombosi

Quando si occlude una vena profonda, il quadro sintomatologico è generalmente più grave ed esteso. L'arto o parte di esso appare edematoso (gonfio), la cute tesa, calda e spesso arrossata. L'arto è dolente, tanto che in alcuni casi può essere difficile camminare ed occorre immediatamente rivolgersi ad uno specialista. Alcune analisi del sangue e uno studio ecocolordoppler saranno necessari per confermare la diagnosi ed indirizzare la terapia. Qualora il quadro della flebite sia accompagnato da disturbi quali affanno, dolore al torace, ipotensione, sarà opportuno rivolgersi a strutture per le emergenze sanitarie. 

Terapia delle flebiti

La terapia delle flebiti varia a seconda del tipo (superficiale o profonda), della estensione e delle eventuali complicazioni polmonari:

  • Flebiti superficiali: una volta accertata l'estensione del fenomeno trombotico, la terapia si basa essenzialmente sulla compressione dell'arto con bendaggi o calze elastiche forti. In caso di interessamento delle vene superficiali principali, sussiste l'indicazione a somministrare eparina a basso peso molecolare (tramite iniezioni sottocutanee). Farmaci antinfiammatori sono utilizzati solo in caso di intensi e dolorosi fenomeni infiammatori. Raramente è necessario somministrare una copertura antibiotica. Il proseguo della terapia dipende dall’evoluzione del quadro clinico. Raramente sussiste indicazione a trattamento chirurgico con asportazione del trombo (trombectomia) o delle vene infiammate.
  • Flebiti profonde: le trombosi delle vene profonde (acronimo: TVP) richiedono un approccio terapeutico urgente. Questo differisce in base ad alcuni importanti parametri quali: localizzazione ed estensione del trombo, insorgenza della patologia, complicazioni, comorbidità (altre malattie del paziente). Nei casi più gravi è necessario il ricovero in ambiente sanitario, mentre nelle forme meno estese è possibile il trattamento ambulatoriale. In linea di massima, l'insorgenza di una TVP richiede la immediata somministrazione di farmaci quali l'eparina a basso peso molecolare (iniezioni sottocutanee) e la compressione dell'arto affetto con bendaggi o calze elastiche forti. La somministrazione di farmaci più aggressivi (trombolitici) è riservata ai casi più gravi e non può essere eseguita in ambiente domiciliare. L'evoluzione della TVP viene monitorata con esame ecodoppler e solo nei casi più gravi può esser necessario eseguire esami più approfonditi quali una TC. La durata della terapia è funzione della evoluzione del quadro clinico. In tutti i casi occorre prevedere un periodo più o meno lungo di profilassi delle (possibili e frequenti) recidive, basata sull'impiego di farmaci per via orale.

 

Prof. Alberto Caggiati
Chirurgia vascolare

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