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Il Forame Ovale Pervio: quando una comunicazione "normale" diventa clinicamente rilevante

Il forame ovale è una piccola apertura naturale tra gli atri destro e sinistro del cuore, fisiologicamente presente durante la vita fetale per permettere il passaggio del sangue bypassando i polmoni ancora non funzionanti. Dopo la nascita, in circa il 75% dei casi si chiude spontaneamente. Tuttavia, nel restante 25% circa della popolazione, questa comunicazione persiste: si parla allora di forame ovale pervio (PFO).

Nella maggior parte dei casi, il PFO è del tutto asintomatico e viene indagato, con esami cardiologici specifici, dopo riscontro di ischemie cerebrali asintomatiche alla risonanza magnetica cerebrale. Tuttavia, in alcuni soggetti può rappresentare una possibile via di passaggio per emboli venosi che, anziché essere filtrati dai polmoni, raggiungono la circolazione arteriosa, con potenziali conseguenze come ictus criptogenetico, attacchi ischemici transitori (TIA) o, più raramente, embolia sistemica.

Diagnosi

La diagnosi di PFO si basa su indagini ecocardiografiche, in particolare:

- Ecocardiogramma transtoracico o transcranico con contrasto (bubble test)

- Ecocardiogramma transesofageo, più accurato per la valutazione anatomica



Quando trattarlo

Non tutti i pazienti con PFO necessitano di trattamento. La chiusura percutanea è indicata principalmente in soggetti giovani con storia di ictus criptogenetico e senza altre cause identificabili. Il razionale è ridurre il rischio di recidiva embolica cerebrale.

La procedura di chiusura

La chiusura percutanea del PFO si esegue mediante un catetere inserito dalla vena femorale. Attraverso questo si rilascia un dispositivo a "ombrellino" che occlude la comunicazione interatriale. L’intervento è mini-invasivo, generalmente in sedazione cosciente, e comporta una degenza breve con rapido ritorno alle normali attività.

Conclusioni

Il PFO è una condizione comune, spesso benigna, ma da non sottovalutare in pazienti selezionati. La chiusura percutanea si è dimostrata sicura ed efficace nella prevenzione dell’ictus ricorrente in soggetti appropriati.