Ghiandole salivari: funzioni, disturbi e trattamenti
Le ghiandole salivari sono strutture fondamentali del cavo orale e della regione testa-collo. Producono la saliva, un fluido indispensabile per la digestione, la protezione della mucosa e il benessere generale della bocca. Quando si verificano alterazioni, i sintomi possono compromettere significativamente la qualità della vita. In questo articolo verranno analizzati i principali aspetti legati alle ghiandole salivari, dalle funzioni ai disturbi più frequenti, fino ai trattamenti disponibili.
Quali sono le principali ghiandole salivari?
Le ghiandole salivari si dividono in maggiori (parotidi, sottomandibolari e sottolinguali) e minori, distribuite in tutta la mucosa orale. La saliva che producono ha un ruolo essenziale: lubrifica, favorisce la masticazione, avvia la digestione degli amidi e protegge i denti dalle carie grazie alla sua azione antibatterica.
Quali sono i disturbi più comuni delle ghiandole salivari?
I problemi che interessano queste strutture possono essere di natura infiammatoria, ostruttiva o neoplastica.
- Scialolitiasi: è la formazione di calcoli salivari, più frequente nella ghiandola sottomandibolare. Si manifesta con dolore e gonfiore, soprattutto durante i pasti.
- Scialoadenite: l’infiammazione della ghiandola, che può essere acuta o cronica, spesso legata a infezioni batteriche o virali.
- Xerostomia: la sensazione di secchezza orale dovuta a ridotta produzione di saliva, frequente in pazienti che assumono determinati farmaci o sottoposti a radioterapia.
- Tumori salivari: possono essere benigni o maligni, con sintomi che variano da un nodulo asintomatico a dolore e alterazioni della funzionalità.
Come viene fatta la diagnosi?
La diagnosi dei disturbi delle ghiandole salivari si basa su una visita clinica specialistica, accompagnata da esami strumentali come ecografia, risonanza magnetica o scialografia. La diagnosi precoce è fondamentale per garantire trattamenti mirati e preservare, quando possibile, la funzione ghiandolare.
Trattamenti in chirurgia maxillo-facciale
Il trattamento varia in base al tipo di disturbo:
- Per la scialolitiasi, nei casi meno complessi si possono rimuovere i calcoli con tecniche mini-invasive. Nei casi più gravi può rendersi necessaria l’asportazione della ghiandola.
- Le scialoadeniti vengono trattate con antibiotici, idratazione e, se necessario, interventi chirurgici.
- La xerostomia richiede un approccio multidisciplinare, con terapie mirate ad alleviare i sintomi e stimolare la secrezione salivare.
- Nei tumori salivari, l’intervento chirurgico rappresenta la terapia principale, spesso associata a radioterapia o altre cure a seconda della natura della neoplasia.
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Conclusioni
Le patologie delle ghiandole salivari non devono essere trascurate: gonfiore, dolore ricorrente, noduli o secchezza persistente sono segnali che meritano attenzione. La consulenza di uno specialista in Chirurgia Maxillo-facciale come il Dott. Francesco Longo è fondamentale per una diagnosi corretta e per individuare la terapia più adeguata.


