13 Ottobre, Giornata della Trombosi: le donne hanno un rischio aumentato
13 Ottobre – Giornata Mondiale della Trombosi
L’International Society on Thrombosis and Haemostasis (ISTH) dedica a queste patologie la Giornata Mondiale del 13 ottobre, in occasione del compleanno di Rudolf Virchow, scopritore delle cause della trombosi.
Ogni anno si verificano nel mondo circa 10 milioni di casi di malattia tromboembolica venosa (TEV) e una persona su quattro muore per cause correlate alla trombosi. La TEV rappresenta la terza più frequente malattia cardiovascolare dopo infarti e ictus ed è una delle principali cause di mortalità e disabilità a livello mondiale. Fortunatamente, si tratta di una condizione prevenibile e trattabile, a patto di conoscerla e riconoscerla.
I fattori di rischio femminili riguardo la trombosi
Secondo il professor Roberto Pola, docente di medicina interna presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della UOSD Percorso Trombosi di Fondazione Policlinico Gemelli, le donne presentano condizioni peculiari che aumentano il rischio di trombosi. L’assunzione di pillole estro-progestiniche o la terapia ormonale può incrementare il rischio, soprattutto se associata al fumo. La gravidanza e il puerperio sono periodi particolarmente critici, così come la menopausa, dove le alterazioni dell’equilibrio coagulativo e l’aumento di peso contribuiscono al rischio trombotico.
Il professor Pola sottolinea l’importanza di prevenire la trombosi con movimento regolare, evitando la stasi venosa e controllando il peso corporeo. Nelle donne con insufficienza venosa cronica (varici, teleangectasie, vene reticolari superficiali) è consigliabile l’uso di calze elastiche, mentre i campanelli d’allarme per eseguire rapidamente un ecodoppler venoso includono gonfiore, arrossamento o dolore a una gamba.
Il rischio aumenta ulteriormente nelle donne con tumori femminili, come il tumore ovarico, ma in generale tutti i tumori aumentano il rischio trombotico di circa quattro volte.
Le terapie anticoagulanti disponibili per la trombosi
Il professor Valerio De Stefano, Ordinario di Ematologia presso l’Università Cattolica e direttore della UOC Servizio e Day Hospital di Ematologia di Fondazione Policlinico Gemelli, spiega che la terapia anticoagulante non presenta differenze sostanziali tra uomini e donne. Tuttavia, le donne in età fertile possono sperimentare un aumento del flusso mestruale con i nuovi anticoagulanti orali diretti, che può influenzare significativamente la qualità della vita, soprattutto in trattamenti a lungo termine.
Oltre ai nuovi anticoagulanti orali, sono allo studio gli antagonisti del fattore XI, mentre la tendenza terapeutica attuale è orientata al fine tuning della terapia anticoagulante, privilegiando la protezione dal rischio trombotico anche in situazioni dove una volta il trattamento veniva sospeso, come nel caso delle trombosi da terapia estro-progestinica o durante la gravidanza.
Il professor De Stefano sottolinea che la gestione del dopo-trombosi deve essere affidata a specialisti, per bilanciare il rischio tra emorragie e trombosi ricorrente. Al Policlinico Gemelli è stato creato un modello multidisciplinare integrato tra ematologi e internisti, garantendo una gestione ottimale delle malattie tromboemboliche venose.
Ti potrebbe interessare anche: La malattia venosa cronica può essere un indicatore di rischio cardiovascolare?

