I problemi respiratori nasali

Autore: Prof. Massimiliano Garzaro
Pubblicato: | Aggiornato: 17/11/2018
Editor: Marta Buonomano

L’ostruzione respiratoria è il sintomo principale dei disturbi nasali: il Prof. Massimiliano Garzaro, esperto in Otorinolaringoiatria a Torino, spiega le cause, la diagnosi e i trattamenti 

Che cos’è l’ostruzione nasale?

L’ostruzione respiratoria nasale costituisce il sintomo principale nell’ambito dei disturbi nasali riferiti dalla popolazione (stime epidemiologiche parlano di oltre il 30% della popolazione adulta).
L’ostruzione respiratoria può essere mono o bilaterale, acuta o cronica, e spesso si accompagna ad altri sintomi quali:

  • Rinorrea (scolo nasale trasparente o purulento)
  • Dolori facciali e/o cefalea frontale
  • Riduzione della capacità olfattiva
  • Epistassi (sanguinamento dal naso)

Quali sono le sue cause?

Le cause principali di ostruzione respiratoria nasale nel paziente pediatrico sono rappresentate dall’ipertrofia (ingrossamento) del tessuto linfatico adenoideo, che si accompagna classicamente a russamento notturno, apnee del sonno, frequenti episodi di otite e respirazione prevalentemente orale (il bimbo trascorre la maggior parte del tempo con la bocca aperta).
Nell’adulto, accanto a deviazioni del setto nasale congenite o post-traumatiche, si associano frequentemente quadri di rinite specifica (allergica) o aspecifica (vasomotoria): la rinite si manifesta con ingrossamento dei turbinati nasali che genera ostruzione respiratoria completa o alternata (cioè le narici risultano libere o occluse alternativamente), scolo mucoso abbondante dal naso, riduzione della capacità olfattoria e saltuari episodi di cefalea.
Un’altra patologia di comune riscontro è la rinosinusite cronica, con o senza polipi nasali dove, accanto all’ostruzione respiratoria ed eventualmente allo scolo nasale (anche posteriore verso la gola), si fanno più frequenti gli episodi di cefalea o dolore facciale localizzato. Ad essa si associa molto spesso una riduzione della percezione degli odori e la sensazione di non riuscire a “liberare” il naso anche soffiandolo intensamente.

Come si esegue la diagnosi?

Tutte le patologie sopraelencate possono essere facilmente diagnosticate associando ad una accurata anamnesi (raccolta dei sintomi da parte del paziente) un esame delle fosse nasali condotto con una fibra ottica (endoscopio) che permette di visualizzare eventuali ipertrofie, la presenza di muco e/o di polipi nasali.
In casi selezionati può essere indicata l’esecuzione di una TAC del massiccio facciale senza mezzo di contrasto, per indagare anche le cavità paranasali non visualizzabili con la sola endoscopia.
La maggior parte delle cause di ostruzione respiratoria nasale possono essere trattate in prima istanza con terapie locali o generali. Solo in caso di fallimento di queste viene preso in considerazione un intervento chirurgico “funzionale”, ossia mirato a ripristinare la corretta funzione delle cavità nasali.

Trattamenti chirurgici delle ostruzioni respiratorie

Attualmente pressoché tutti gli interventi rinologici possono essere condotti in endoscopia. Attraverso l’ausilio delle fibre ottiche che ingrandiscono le immagini e accentuano i particolari è possibile correggere le deviazioni del setto nasale, ridurre i turbinati, asportare i polipi nasali e “riaprire” i seni paranasali affetti da infiammazione cronica.
Numerose procedure inoltre, come per esempio la riduzione dei turbinati mediante radiofrequenze, possono essere condotte a paziente sveglio, in anestesia locale, senza la necessità di posizionare tamponi nasali alla fine dell’intervento.
La maggior parte delle procedure, rese ormai mini-invasive, non si associano a dolore post-operatorio, edemi o altre complicanze che appartenevano ad un’epoca chirurgica precedente, che non poteva avvalersi del supporto tecnologico delle fibre ottiche.

Prof. Massimiliano Garzaro
Otorinolaringoiatria

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