Gli ultimi sviluppi nei trattamenti con protesi

I progressi dei trattamenti con protesi

Autore: Top Doctors®
Pubblicato: | Aggiornato: 13/08/2018
Editor: Top Doctors®

Una protesi all’anca o al ginocchio è necessaria quando l’articolazione risulta significativamente compromessa, generalmente a causa di artrosi, la quale causa dolore. Pertanto, il dolore è un sintomo imprescindibile al fine di indirizzare il paziente verso un intervento di artroplastica o l’innesto di una protesi d’anca o del ginocchio. Ce ne parla il nostro esperto in Ortopedia e Traumatologia

Come si è evoluto il trattamento con protesi negli ultimi anni?

L’evoluzione delle protesi o dell’artroplastica dell’anca e del ginocchio è riassumibile in vari punti; da un lato, si sono affermati nuovi modelli, materiali e forme, che mirano ad una maggiore resistenza degli impianti, ovvero dei materiali. Dall’altro lato, anche l’intervento chirurgico è stato implementato notevolmente. Infine, le procedure di recupero delle due articolazioni (anca e ginocchio) sono state migliorat, in particolare per quanto riguarda i tempi di riabilitazione e le funzionalità dell’articolazione. 

 

Di quali nuovi materiali sono costituite queste protesi e quali vantaggi offrono al paziente?

L’evoluzione dei materiali utilizzati è strettamente legata ad una maggiore fissazione all’osso di tali impianti; viene utilizzato il titanio, un materiale poroso. Inoltre, vi sono nuovi sviluppi per quanto riguarda le tecniche chirurgiche che permettono un maggior fissaggio di tali superfici metalliche all’osso mediante la cosiddetta cementazione. In merito alla superficie dell’articolazione, invece, si stanno sperimentando nuovi materiali (polietilene) che producono minori logoramenti o nuove ceramiche che garantiscono una maggiore longevità della protesi del ginocchio o della protesi all'anca.

 

In cosa consistono le protesi di rivestimento?

Le protesi che vengono definite ‘di rivestimento’, superficiale o articolare, sono quelle che permettono esclusivamente di sostituire la parte danneggiata dell’articolazione, sia nell’anca che nel ginocchio. L’obbiettivo di questo procedimento è quello di conservare e preservare l’osso che avrà il compito di sostenere la protesi o la superficie articolare. L’ortopedia del futuro mira a conservare uno ‘stock’ osseo più abbondante per eventuali nuovi interventi. 

 Redazione di Topdoctors

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Ortopedia e Traumatologia


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