Ictus: sintomi, trattamento e fattori di rischio

Autore: Top Doctors®
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Editor: Top Doctors®

 

Un ictus non è altro che un incidente vascolare cerebrale. Tali incidenti possono essere di tipo emorragico o ischemico: i primi si riferiscono ad una emorragia intracranica per la rottura di un aneurisma o di qualche vaso arterioso; gli ictus di carattere ischemico sono dovuti all’ostruzione di un’arteria. Generalmente, possono essere causati da una trombosi o da un'embolia. L’ictus rappresenta la prima causa di morte e la terza di menomazione permanente nel mondo occidentale. Ne parliamo con il nostro specialista in Angiologia


 

Quali sono i principali fattori di rischio?

I principali fattori di rischio che comportano l’ictus di origine ischemica, ovvero per occlusione di un’arteria cerebrale (endocranica o extra-cranica), oltre a quelli legati all’età avanzata durante la quale i disturbi arteriosi-cerebrali sono più frequenti, riguardano il tabagismo, l’ipertensione, il colesterolo alto, l’obesità, l’assenza di attività fisica e, in taluni casi, alcune tipologie di diabete che favoriscono l’alterazione delle arterie dell’organismo. Le patologie di origine circolatoria generano problemi alle arterie, i quali, successivamente, causano danni al cervello e provocano ictus.

 

Quali sono i sintomi più frequenti che permettono di distinguere un ictus?

È necessario riconoscere qualunque sintomo legato all’ictus poiché rappresentano i primi motivi d’allarme per i quali ci si deve rivolgere allo specialista. I sintomi di natura minore riguardano brevi sensazioni di disorientamento, lievi perdite di memoria, mentre quelli più seri prevedono la perdita di forza nelle braccia, gambe, svenimenti, alterazioni della deambulazione, perdita d’equilibrio, riduzione o perdita della vista (quella più frequente è la perdita della visione laterale). 
 

Che ruolo ha la diagnosi precoce nel trattamento dell’ictus?

È chiaro che la diagnosi precoce svolge un ruolo fondamentale per il buon esito del trattamento. In Italia l’ictus rappresenta la principale causa d’invalidità; più di 900.000 soggetti hanno avuto un ictus e sono sopravvissuti (una parte di questi presenta menomazioni o deficit di vario tipo) e le cifre sono in continua crescita. Per tale motivo, non appena si manifestano i primi sintomi occorre rivolgersi ad uno specialista nel più breve tempo possibile. La diagnosi può avvenire tramite una semplice ecografia doppler dei tronchi sovraortici o una risonanza. 

 Redazione di Topdoctors

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