Idrocefalo normoteso: attraverso quali disturbi si manifesta?

Autore: Dott. Giampiero Mantenuto
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

L’idrocefalo normoteso si manifesta attraverso la comparsa di una triade di disturbi conosciuta con il nome di Triade di Hakim-Adams. Il Dott. Giampiero Mantenuto, esperto in Neurochirurgia a Parma, ci aiuta a capire meglio

Attraverso quali disturbi si manifesta l’idrocefalo normoteso?

La Triade di Hakim-Adams include le seguenti condizioni:Modellino cervello

  • Instabilità della deambulazione;
  • Incontinenza urinaria;
  • Perdita della memoria a breve termine (per tale motivo confuso frequentemente con la demenza senile).

L’età tipica è dai 60 anni in poi, maggiormente nel sesso maschile e caratterizzata dalla presenza di idrocefalo normoteso: dilatazione del sistema ventricolare con liquor cerebrospinale in eccesso, riassorbimento trans-ependimale del liquor in eccesso, atrofia cerebrale.

Il peggioramento dei disturbi negli anni di osservazione della patologia, è purtroppo la regola, se non si pone in atto quanto di seguito.

Come viene eseguita la diagnosi?

La diagnosi è affidata agli specialisti del settore e si avvale di:

  • TC e/o NMR encefaliche;
  • Test di sottrazione liquorale mediante puntura lombare;
  • Visita Neurologia e Neurochirurgica.

Posta l’indicazione chirurgica, nei casi selezionati, il paziente viene sottoposto a trattamento chirurgico, in cui il liquor cerebrospinale in eccesso verrà trasferito dai ventricoli cerebrali (encefalo), alla sierosa peritoneale (addome) e qui riassorbito.

Il meccanismo di trasferimento del liquor cerebrospinale avviene spontaneamente ed è regolato nella quantità da una valvola, in grado di limitare questo flusso, secondo l’impostazione fornita dallo specialista neurochirurgo.

È questo il trattamento definitivo dell’idrocefalo normoteso, la cui cura avviene nel corso dei mesi successivi al trattamento chirurgico.

Infatti, le valvole possono essere, in seguito al loro impianto, modificate nella pressione e quindi adattate alle esigenze di ciascun paziente in modo incruento, dall’esterno attraverso un magnete, fornendo così un funzionamento dedicato ed estremamente specifico, adattabile individualmente su ogni paziente.

Dott. Giampiero Mantenuto
Neurochirurgia

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