Immunità, autoimmunità e allergia: facciamo chiarezza

Autore: Dott. Antonio Anania
Pubblicato:
Editor: Top Doctors®

Quando si parla di risposta immunitaria ci si riferisce alla reazione protettiva del nostro organismo contro agenti estranei. A volte, però, queste reazioni sono inusuali e superflue, come nel caso delle allergie, o addirittura possono creare un’autoaggressione, come nel caso delle malattie immunitarie. Il Dott. Antonio Anania, esperto in Allergologia e Immunologia Clinica, ci aiuta a chiarire questi differenti concetti

 

 

Cosa significa “immunità”?

Il nostro sistema immunitario è formato da cellule (ad esempio macrofagi, linfociti T, linfociti B, granulociti e mastociti) e da molecole (ad esempio citochine, immunoglobuline e complemento).

Lo scopo principale del nostro sistema immunitario è quello di proteggere l’organismo dall’attacco di molecole esterne, cioè gli antigeni, che compongono virus e batteri. Quando il corpo riconosce questi agenti estranei, si attivano dei meccanismi di protezione che ne consentono la neutralizzazione e l’eliminazione. In questo modo, ci proteggiamo da infezioni che, qualora non venissero contrastate efficacemente, potrebbero dare origine a malattie infettive.

 

Cosa significa “autoimmunità”?

Il sistema immunitario impara a riconoscere le molecole dell’organismo (auto-antigeni) in modo da non attaccarle, attuando un sistema si tolleranza immunitaria. Quando, però, questa tolleranza non è più attiva, si sviluppano malattie autoimmuni.

A causa di virus, batteri e tossine, i linfociti T possono diventare auto-reattivi: questi stimolano i linfociti B a produrre anticorpi, che vanno ad attaccare organi (malattie organo-specifiche) o sistemi (malattie sistemiche).

Queste malattie necessitano di una terapia farmacologica e, a lungo andare, i processi infiammatori attivati possono portare all’insufficienza funzionale dei vari organi ed apparati.

Bisogna far notare, poi, che l’antigene, essendo presente nel corpo, è sempre presente e quindi non è possibile eliminare la causa dell’infiammazione. Per questo, bisogna agire sui meccanismi della malattia immunitaria, con norme di profilassi e con interventi multidisciplinari.

 

Cosa significa “allergia”?

Solitamente, in presenza di agenti esterni non tossici (ad esempio pollini e polvere), la risposta immunitaria è lieve e non produce particolari sintomi. In alcune persone, però, la reazione del sistema immunitario è eccessiva, e i sintomi che produce sono molto più evidenti: queste persone sono i soggetti allergici, detti anche atopici.

Le conseguenze più frequenti dell’allergia sono la rinite allergica, la congiuntivite allergica, l’asma bronchiale allergico, l’orticaria, la dermatite atopica e l’anafilassi (una reazione allergica che può causare la morte del paziente), che possono essere provocate da un vasto numero di allergeni (cibo, farmaci, insetti, polvere, pollini, etc.).

Per “diventare allergico” ci vuole del tempo. Infatti, la sensibilizzazione allergica è, come abbiamo detto, dovuta ad una risposta immunitaria: il corpo deve riconoscere l’allergene contro il quale agire e produrre la risposta (sotto forma di anticorpi di classe IgE). Il paziente si accorgerà di esserne allergico solo quando entrerà nuovamente in contatto con esso. Molte volte non ci si accorge neanche di essere allergici a qualcosa.

 

Ma cosa sono gli allergeni?

Gli allergeni sono per lo più proteine contenute in sostanze innocue (ad esempio pollini) o addirittura utili all’organismo (come nel caso di allergie ad alimenti e farmaci). Quando una molecola allergenica entra in contatto con le cellule dell’organismo del soggetto allergico, si liberano numerosi mediatori chimici (ad esempio l’istamina), i quali provocano a loro volta una serie di disturbi più o meno lievi (dal semplice starnuto allo shock anafilattico).

La gravità dei disturbi dipende dalla quantità di mediatori chimici liberati, dall’organo entrato in contatto con l’allergene, dalla presenza di altre malattie e dalla presenza di farmaci nell’organismo. I sintomi, però, non dipendono dalla quantità di allergene a cui si è stati esposti: una piccola quantità di allergeni può scatenare sintomi gravi e viceversa, per questo si dice che le reazioni allergiche sono “dose-indipendenti”.

Inoltre, bisogna sottolineare il fatto che, una volta superata una reazione grave, come un edema della glottide o un’anafilassi, il pericolo è scongiurato. Le reazioni allergiche lievi e continue, invece, possono essere dannose per l’organismo: le ripetute infiammazioni possono provocare dei danni ai tessuti, dando origine ad un processo detto “remodelling” (rimodellamento), che a sua volte causa insufficienze funzionali degli organi coinvolti.

Quando si notano reazioni strane dell’organismo, è bene recarsi da un esperto, in modo che possa dirci se si tratta di allergia o di una qualche malattia autoimmune.  

Dott. Antonio Anania
Allergologia

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Utilizziamo cookies propri e di terzi per offrire una miglior esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito ne accetta l'uso. Continuare Politica dei cookies