Intolleranza al lattosio: saperla riconoscere da sintomi atipici
L’intolleranza al lattosio è una condizione molto diffusa in Italia, specialmente nelle regioni meridionali, dove la carenza dell’enzima lattasi può colpire fino al 70% della popolazione adulta. Tuttavia, molte persone non sanno di soffrirne perché i sintomi possono essere subdoli o atipici. Approfondiamo l’argomento con la Dott.ssa Cristina Bucci, Gastroenterologa a Napoli.
Cos’è l’intolleranza al lattosio?
È una forma di malassorbimento dovuta alla ridotta attività della lattasi, l’enzima intestinale necessario per digerire il lattosio, lo zucchero presente nel latte e nei suoi derivati freschi. Quando il lattosio non viene correttamente digerito, fermenta nell’intestino provocando la produzione di aria e richiamando acqua, cosi da provocare diarrea e gonfiore addominale.
Sintomi tipici e meno noti
I sintomi più comuni sono:
- Gonfiore addominale
- Diarrea
- Dolori crampiformi
Come si arriva alla diagnosi?
Nella maggior parte dei casi la diagnosi è clinica: il paziente riferisce di avere sintomi ogni volta che mangia cibi contenenti lattosio e che gli stessi scompaiono se si eliminano. A volte si ricorre al test del respiro all’idrogeno (breath test). Si tratta di un esame non invasivo, in cui il paziente assume una dose standard di lattosio e viene monitorato per alcune ore: un aumento significativo dell’idrogeno nell’aria espirata indica fermentazione del lattosio non assorbito. Tale test non è però sempre affidabile ed è comuque la clinica a guidare le scelte alimentari.
Il test genetico, per la predisposizione alla carenza di lattasi raramente è utile e quindi, salvo specifiche indicazioni cliniche, non andrebbe effettuato.
Altro strumento utile può essere il diario alimentare, per correlare l’assunzione di latticini ai sintomi.
Approccio terapeutico
Il trattamento consiste nell’eliminazione (o riduzione) del lattosio dalla dieta. In alcuni casi è sufficiente evitare solo i latticini “freschi” come latte e yogurt, mentre i formaggi stagionati contengono quantità minime di lattosio e sono ben tollerati. Oggi esistono anche numerosi prodotti “senza lattosio”, reperibili facilmente nei supermercati.
In situazioni particolari, può essere utile assumere lattasi in compresse prima del pasto, per migliorare la digestione.
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Conclusione
L’intolleranza al lattosio non è una malattia grave, ma se non viene diagnosticata correttamente può compromettere la qualità di vita. Se si sospetta questa condizione, è importante evitare le autodiagnosi e rivolgersi al gastroenterologo per un percorso diagnostico completo e personalizzato.


