Soluzioni Digitali

Ipospadia: 1 caso ogni 500 maschi nati vivi

In Europa l’incidenza dell’ipospadia è di circa 1 caso ogni 500 maschi nati vivi. La sua patogenesi è multifattoriale coinvolgendo fattori genetici, placentari e ambientali. Approfondiamo questo argomento nel seguente articolo

bimbo

Cosa si intende con ipospadia?

L’ipospadia è una malformazione congenita dei genitali maschili caratterizzata da un anomalo sviluppo dell’uretra, dell’asta peniena, del prepuzio e, a volte, dello scroto.

L’elemento distintivo di questa malformazione è la posizione anomala del meato uretrale che può localizzarsi in qualunque punto lungo la linea mediana e sulla superficie ventrale del pene, dal glande allo scroto. Tanto più è severa l’ipospadia, tanto più il meato sarà posizionato verso la base del pene e tanto più sarà associato un incurvamento ventrale dell’asta. 

L’ipospadia è una condizione apprezzabile fin dalla nascita e che, solitamente, non si associa ad una sintomatologia specifica, fatta eccezione per le possibili difficoltà alla minzione che possono essere causate da una anomala localizzazione del meato o da una sua stenosi.

Quanti tipi di ipospadia esistono?

L’ipospadia viene classificata, solitamente in base alla localizzazione del meato uretrale, in:

  • Distale: il meato si localizza al glande o nel tratto distale dell’asta peniena; sono le forme più frequenti;
  • Medio-peniena: il meato si posiziona in una posizione intermedia lungo l’asta peniena;
  • Prossimale: il meato si localizza alla base del pene, nel contesto dello scroto o a livello del perineo.

Esistono, infine, delle forme di ipospadia caratterizzate dalla presenza di incurvamento penieno e di anomalie del prepuzio ma con sbocco del meato uretrale in posizione fisiologica (cosiddetta ipospadia sine ipospadia o schisi ventrale del prepuzio).

Quando è opportuno operare?

Secondo le attuali linee guida delle società nazionali e internazionali di urologia pediatrica la correzione di tutte le forme di ipospadia è consigliata tra i 6 ed i 18 mesi di vita, possibilmente in un unico tempo chirurgico.

Recenti studi hanno evidenziato come la correzione dell’ipospadia in età adulta sia gravata da un tasso di complicanze 2.5 volte superiore rispetto alle forme trattate in età pediatrica.

Quali sono le tecniche di chirurgia più utilizzate?

Esistono diverse tecniche chirurgiche nel trattamento dell’ipospadia che garantiscono ottimi risultati funzionali ed estetici. Sommariamente si possono distinguere interventi eseguiti in un unico tempo da interventi eseguiti in due o più tempi.

Le forme distali e alcune delle forme medio-peniene, che rappresentano circa l’80% dei casi, vengono solitamente approcciate con interventi in tempo unico (avanzamento dell’uretra, tubulizzazione del piatto uretrale, trasposizione di lembi prepuziali).

Nelle forme prossimali di ipospadia l’utilizzo di tecniche chirurgiche in più stadi consente di ottenere migliori risultati estetici e funzionali.