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Irsutismo: definizione, eziologia e approccio terapeutico

L’irsutismo è definito come la crescita eccessiva di peli terminali in sedi tipicamente androgeno-dipendenti in soggetti di sesso femminile: volto (in particolare regione mentoniera e labbro superiore), torace, linea alba, regione lombosacrale, glutei e arti superiori. Si tratta di un sintomo, non di una patologia in sé, e riflette generalmente un’alterazione dell’equilibrio ormonale, in particolare un’eccessiva attività degli androgeni o una aumentata sensibilità dei recettori piliferi a tali ormoni.

Eziologia

La causa più frequente di irsutismo è la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), una condizione endocrina complessa e multifattoriale che si associa, oltre all’irsutismo, a disfunzioni ovulatorie, irregolarità mestruali, acne e, spesso, insulino-resistenza. In questo contesto, l’iperandrogenismo può essere sia biochimico che clinico.

Un'altra possibile causa è l’iperplasia surrenalica congenita ad esordio tardivo (non classica), che va esclusa in presenza di valori elevati di 17-idrossiprogesterone in fase follicolare precoce. Più raramente, l’irsutismo può essere espressione di neoplasie secernenti androgeni a carico del surrene o dell’ovaio, che devono essere sospettate in caso di esordio improvviso, rapido peggioramento e segni virilizzanti (voce grave, clitoridomegalia, alopecia androgenetica).

L’irsutismo idiopatico, infine, è una condizione in cui il quadro clinico è presente in assenza di alterazioni ormonali rilevabili; si ipotizza un’aumentata attività 5α-reduttasica o una maggiore sensibilità del follicolo pilifero agli androgeni circolanti.

Tra le cause iatrogene, è importante segnalare l’assunzione di farmaci ad azione androgenica, diretta o indiretta (es. danazolo, corticosteroidi, ciclosporina, minoxidil, androgeni esogeni).

Diagnosi

La valutazione diagnostica dell’irsutismo si avvale di un’accurata anamnesi (inclusa farmacologica e familiare), esame obiettivo e dosaggi ormonali: testosterone totale e libero, DHEA-S, 17-idrossiprogesterone, LH, FSH, prolattina, TSH, SHBG e indice HOMA in caso di sospetta insulino-resistenza.

In casi selezionati si può ricorrere a ecografia pelvica, TC o RMN addominali per l’identificazione di masse ovariche o surrenaliche secernenti.

Trattamento

Il trattamento dell’irsutismo si basa su due componenti: correzione dell’alterazione ormonale e gestione estetica dei sintomi.


Dal punto di vista farmacologico, la terapia di prima linea è rappresentata dai contraccettivi orali combinati, soprattutto quelli contenenti progestinici ad attività antiandrogena (es. drospirenone, ciproterone acetato). In pazienti selezionate, è possibile associare antiandrogeni (spironolattone, flutamide, finasteride), sempre in regime contraccettivo per evitare teratogenicità.


In caso di insulino-resistenza documentata, può essere indicato l’uso di metformina, utile sia per il miglioramento del quadro metabolico sia, in alcuni casi, per la riduzione dell’iperandrogenismo.

Le terapie fisiche, come la fototermolisi selettiva con laser ad Alessandrite o Nd:YAG, rappresentano un supporto efficace nella gestione dell’irsutismo, ma richiedono un controllo parallelo delle cause ormonali per garantirne l’efficacia nel lungo termine.