L’ablazione focale laser del cancro della prostata

Autore: Prof. Federico Guercini
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Il tumore della prostata, la cui incidenza è sensibilmente aumentata negli ultimi anni, rappresenta circa il 20% di tutte le neoplasie diagnosticate tra gli uomini a partire dai 50 anni di età. Il Dott. Federico Guercini, esperto in Urologia a Roma, ci aiuta a capire meglio

Cosa prevede l’attuale protocollo terapeutico?

Attualmente, di solito, il protocollo terapeutico, in pazienti considerati a basso-medio rischio, consiste nell’intervento chirurgico di Uomo di mezza etàProstatectomia Radicale con tecnica laparoscopica o robotica o nella Radioterapia a fasci esterni.

Questi trattamenti, tuttavia, sono spesso gravati pesantemente da complicanze sia funzionali (incontinenza urinaria) che sessuali (deficit erettile), che impattano negativamente sulla qualità di vita del paziente.

Questo è il motivo per il quale, negli ultimi anni, la ricerca scientifica si è orientata verso una serie di metodiche interventistiche meno invasive e più a dimensione di paziente.

Dal 2013 al 2017 è stato condotto nei Dipartimenti di Radiologia, Chirurgia ed Urologia della Università del Texas, un studio su 187 pazienti, riguardante una tecnica terapeutica alternativa rappresentata dalla evaporazione del tumore prostatico con energia laser.

Questa tecnica, ora disponibile anche in Italia in Centri altamente specializzati, si basa sull’inserimento sotto la guida della Risonanza Magnetica associata all’Ecografia, di una fibra ottica del diametro di 300 micron all’interno del nodulo tumorale preventivamente rilevato.

In cosa consiste?

Attraverso tale fibra si veicola un fascio laser che provoca la completa evaporazione del tumore stesso. Tale metodica, eseguita in sedazione profonda, non necessita di ricovero ed il paziente può tornare alle sue normali attività dopo 48 ore dall’intervento.

Nel Febbraio 2020 abbiamo presentato a Washington nel corso del 12th International Symposium on Focal Therapy i risultati del nostro gruppo di lavoro confermando, pur se con dati ancora giovani (follow up inferiore a 5 anni), la fattibilità della metodica e la sua estrema efficacia.

Con questa metodica si è avverata l’intuizione di L. Marks che nel 2006 sul Journal of Urology ipotizzava “Se tu puoi vedere il tumore prostatico usando la Risonanza Magnetica e con la tecnica fusion puoi inserire un ago dentro il nodulo per bioptizzarlo, perché non puoi anche metterci dentro una fibra laser per distruggerlo?”

Prof. Federico Guercini
Urologia

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Questo sito Web utilizza cookie propri e di terzi per raccogliere informazioni al fine di migliorare i nostri servizi, per mostrarle pubblicità relative alle sue preferenze, nonché per analizzare le sue abitudini di navigazione..