L'importanza del latte materno

Autore: Top Doctors®
Pubblicato: | Aggiornato: 15/11/2018
Editor: Top Doctors®

Il latte materno è importantissimo per lo sviluppo del neonato, perché contiene tutti gli elementi nutritivi di cui ha bisogno. Gli esperti in Pediatria spiegano alle mamme perché allattare è una scelta così importante

 

 

Perché è così importante il latte materno?

 

Il latte materno è molto importante perché proviene da una donna della stessa specie, e per questo non introduce proteine estranee nell’alimentazione del neonato.

È dimostrato che il latte materno protegge dalle infezioni durante i primi mesi di vita. Inoltre, è dimostrato che aiuta a proteggere dalle infezioni e aiuta a prevenire da alcune patologie (obesità, diabete, etc.) anche nella vita adulta.

Ultimo, ma non meno importante, l’allattamento stabilisce un legame speciale tra la madre e il bebè.

 

Qual è la maniera migliore di allattare?

 

Anche se l’allattamento è un atto naturale che può sembrare facile, non sempre lo è. È essenziale adottare una buona postura, in modo da far aderire il bambino al seno e favorire la poppata.

Bisogna stabilire fin dal principio gli orari di allettamento, per far sì che questo coincida con le ore in cui la madre produce latte a sufficienza per sfamare il bebè. È importante che la mamma faccia affidamento al parere di un medico Pediatra per stabilire i momenti migliori per allattare.

 

Per quanto tempo bisogna allattare?

 

La madre deve continuare ad allattare fino a quando vuole e può farlo. Ad ogni modo, bisogna tener conto che anche un periodo di allattamento breve è sempre consigliabile.

La raccomandazione è quella di allattare per almeno sei mesi e, successivamente, continuare a farlo integrando altri cibi nell’alimentazione del bambino.

 

Cos’è la crisi del terzo mese?

 

Durante il periodo di allattamento, è possibile che tra madre e bambino ci siano problemi di adattamento: le esigenze del bambino aumentano e la produzione di latte materno diminuisce.

La mamma dev’essere a conoscenza di questa possibilità, per non spaventarsi né preoccuparsi troppo quando si presenta questa situazione. Di solito basta cambiare l’orario della poppata per ritrovare l’equilibrio.

Il bambino, poi, crescendo cambia il suo modo di nutrirsi: le poppate diventano più brevi, e cambia anche la frequenza con la quale il bambino domanda cibo. Questo cambiamento, ovviamente, disorienta la madre, e all’inizio è possibile che l’allattamento non coincida con il momento di massima produzione del latte materno.

 

Con la collaborazione del Dott. Vicente Molina Morales

 Redazione di Topdoctors

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Pediatria


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