L’otite media effusiva e i bambini: cosa fare?

Autore: Prof. Vittorio Ferrero
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Editor: Top Doctors®

Si definisce otite media effusiva la presenza di liquido nell’orecchio, senza che ci siano i segni di un’infezione acuta. Di solito si manifesta dopo un’otite media acuta e causa una ridotta trasmissione sonora, cioè la perdita dell’udito. Il Dott. Vittorio Ferrero, specialista in Otorinolaringoiatria, ci spiega come contrastare questa malattia che colpisce in maggioranza i bambini

 

 

L’otite media effusiva è nota con altre denominazioni?

L’otite media effusiva è nota anche come: catarro tubarico, otite catarrale, tubotimpanite e otite secretiva.

 

Quanti bambini soffrono di otite media effusiva?

Circa il 90% dei bambini soffre di otite media effusiva in età prescolare. La maggior parte guarisce spontaneamente nel giro di 3 mesi, ma altri bambini presentano episodi diversi o episodi superiori ad un anno di durata.

 

Quali sono i sintomi?

I sintomi di un’otite media effusiva sono:

  • Dolore intermittente;
  • In un ambiente rumoroso, il bambino non capisce le domande che gli vengono poste;
  • Udito compromesso (ipoacusia);
  • Attenzione ridotta;
  • Risultati scolastici scarsi;
  • Disturbi del linguaggio,
  • Il bambino si ammala spesso di otite media acuta.

 

Cosa bisogna fare?

I bambini con otite media effusiva devono essere seguiti per tre mesi dopo l’insorgenza del problema o dalla diagnosi. Solitamente, il 75-90% dei casi si risolve spontaneamente nell’arco di 90 giorni, mentre solo il 30% delle otiti medie effusive durano più di questo tempo.

Se ci si accorge che il bambino presenta problemi uditivi, bisogna rivolgersi immediatamente al medico: se si risolve il problema, la perdita dell’udito s’interromperà, e non sarà necessario mantenere il bambino sotto osservazione.

Se, invece, il bambino non presenta nessun sintomo, è consigliabile non sottoporlo a nessun trattamento, proprio perché la malattia guarisce in modo spontaneo senza provocare danni permanenti.

 

Quali sono i fattori di rischio che riducono la possibilità di guarigione spontanea?

Bisogna prestare particolare attenzione quando si verificano queste condizioni:

  • Frequenti episodi di otite media effusiva in estate
  • Grave perdita dell’udito;
  • Se il bambino si è sottoposto precedentemente ad un drenaggio transtimpanico;
  • Se il bambino ha ancora le adenoidi.

 

 

Quali sono le conseguenze di un’otite persistente?

I bambini che soffrono di otite cronica rischiano dei danni alla membrana timpanica, in quanto il liquido presente nelle orecchie favorisce l’infiammazione e la perdita di elasticità della membrana stessa. Il rischio è che si sviluppino gravi malattie croniche, ad esempio il colesteatoma (l’accumulo di cellule epiteliali nel condotto auditivo).

Inoltre, i disturbi uditivi provocati dall’otite sono spesso associati a disturbi comportamentali: iperattività, scarsa attenzione, difficoltà nell’apprendimento, disturbi del sonno, capacità motoria ridotta.

 

In cosa consiste il trattamento?

Il trattamento cambia in base al livello di perdita dell’udito:

  • Basso (normoacusia): si consiglia un controllo medico dopo 3 e 6 mesi dalla diagnosi;
  • Medio (lieve ipoacusia): bisogna aiutare il bambino a sviluppare il linguaggio e la comprensione (spegnere TV e radio per evitare rumori eccessivi, guardare in faccia il bambino quando gli si parla, parlare ad alta voce, ripetere le frasi e le parole che il bambino non capisce, leggere insieme al bambino, richiedere a scuola il banco vicino alla maestra);
  • Alto (ipoacusia media): è necessario l’intervento chirurgico. Di solito si interviene con un drenaggio transtimpanico e, se necessario, ad un’adenoidectomia (l’estirpazione delle adenoidi). Il drenaggio è un intervento che consiste nella rimozione del catarro attraverso un tubicino di ventilazione inserito attraverso la membrana timpanica nel timpano.

 

Purtroppo, il trattamento medico (con antistaminici, decongestionanti ed antibiotici) risulta poco efficace in caso di otite media effusiva. 

Prof. Vittorio Ferrero
Otorinolaringoiatria

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