La Pancreatite Cronica in Italia

La pancreatite cronica rappresenta un quadro clinico che solleva non poche preoccupazioni in ambito medico. Tuttavia, quanti in Italia sono effettivamente a conoscenza di questa patologia, delle sue cause e dei possibili trattamenti? Analizziamo questo fenomeno più da vicino con il Dott. Andrea Tringali, esperto in Gastroenterologia ed Endoscopia Bilio-pancreatica
Cos'è la Pancreatite Cronica?
La pancreatite cronica si configura come una malattia infiammatoria che colpisce il pancreas in modo persistente e prolungato nel tempo. Sebbene possa sembrare una patologia diffusa, in realtà è piuttosto rara sul territorio europeo, e anche in Italia l'incidenza risulta essere di 10 casi ogni 100.000 abitanti all'anno.

Quali sono le principali cause della pancreatite cronica?
La comparsa di questa malattia può dipendere da una serie di fattori che vanno da quelli ambientali a quelli genetici, fino ad arrivare a cause di natura anatomica. Tra i principali responsabili, però, spiccano sicuramente il fumo di sigaretta e l'abuso di alcool, entrambi tossici per l'organismo e, in particolar modo, per il pancreas. Ecco perché è fondamentale abolire tali comportamenti nei pazienti già diagnosticati con pancreatite cronica, ma anche in generale, come misura preventiva.
I sintomi della pancreatite cronica: l'importanza di una diagnosi tempestiva
La pancreatite cronica presenta un sintomo principale: il dolore. Si tratta di un dolore che può diventare talmente intenso da compromettere la qualità della vita del paziente, spingendolo spesso a cercare sollievo presso il pronto soccorso. Data l'importanza di un riconoscimento tempestivo di questa patologia, è fondamentale che i pazienti si sottopongano a determinati esami diagnostici. Tra i più importanti troviamo la Risonanza Magnetica, la TAC e l'Ecoendoscopia.
Come si affronta la pancreatite cronica: endoscopia o chirurgia?
Il trattamento della pancreatite cronica deve essere accuratamente ponderato e modulato in base alla singolarità del caso clinico. Il primo approccio, di solito, è quello meno invasivo: l'endoscopia, nota anche come Colangiopancreatografia Retrograda Endoscopica (CPRE). Attraverso questa tecnica, è possibile rimuovere i calcoli pancreatici o inserire protesi, gli stent, nel condotto pancreatico, allo scopo di trattare eventuali restringimenti che potrebbero causare il dolore.
Tuttavia, in alcuni casi, la sola endoscopia potrebbe non bastare. Ed è qui che entra in gioco la chirurgia, una metodica sicuramente più invasiva e complessa, ma che diventa necessaria per i pazienti in cui l'endoscopia non ha sortito gli effetti sperati.

