La vertebroplastica: un rimedio contro il dolore vertebrale

Autore: Prof. Salvatore Masala
Pubblicato: | Aggiornato: 16/11/2018
Editor: Antonietta Rizzotti

La vertebroplastica è l’intervento chirurgico che permette di ridurre il dolore nelle fratture vertebrali. Ne parla il Prof. Salvatore Masala, esperto in Radiologia a Roma

Che cos’è la vertebroplastica?

La vertebroplastica è un intervento chirurgico il cui fine è ridurre il dolore nelle fratture vertebrali; questa procedura avviene iniettando del cemento osseo nelle vertebre.

Perché si decide di effettuare la vertebroplastica?

La vertebroplastica è consigliabile nei seguenti casi:

  • Fratture vertebrali causate da osteoporosi, angiomi, mieloma o metastasi;
  • Nel caso di dolore alle vertebre che non risponsive a farmaci e busto.

Nella gran parte dei casi, la procedura risulta in una diminuzione del dolore vertebrale, totale o parziale. Chi si sottopone alla vertebroplastica può molto spesso abbandonare il busto e la terapia farmacologica.
È da tenere in conto che gli obiettivi della vertebroplastica sono i seguenti:

  • Diminuire o eliminare il dolore vertebrale;
  • Rinforzare le fratture alle vertebre;
  • Fortificare vertebre danneggiate ancora non guarite, anche nel caso in cui non siano doloranti, per poter cominciare un’eventuale fisioterapia.

Di conseguenza, chi è affetto da patologie quali osteoporosi o metastasi vertebrale dovrà continuare a farsi seguire da specialisti (nel primo caso, per evitare ulteriori fratture dopo l’intervento; nel secondo, sarà necessario continuare le terapie radioterapiche e chemioterapiche).

Come si esegue?

L’intervento viene eseguito dal radiologo interventista, in sala operatoria in regime di DH o ricovero. Dura circa mezz’ora, si esegue in anestesia locale e non prevede incisioni. Grazie alla fluoroscopia digitale o TC, si individua il tragitto più indicato che l’ago seguirà durante la procedura. Il cemento osseo viene quindi introdotto con un ago da biopsia ossea nella vertebra da trattare, usando uno dei seguenti tre accessi:

  • Transpenduncolare (tramite la vertebra lombare);
  • Anterolaterale (tramite la vertebra cervicale);
  • Intercostovertebrale o transpeduncolare (tramite la vertebra toracica).

Dopo l’intervento, il paziente deve restare supino, a letto, per circa quattro ore. Sono previsti circa due giorni di osservazione ed un eventuale trattamento farmacologico da seguire a casa per qualche giorno. La vertebroplastica dà risultati permanenti di riduzione del dolore delle vertebre nel 95% dei casi.

Quali sono le controindicazioni?

Le situazioni che costituiscono una controindicazione assoluta all’uso della vertebroplastica sono le seguenti:

  • Pazienti che soffrono di problemi di coagulazione;
  • Patologie infettive localizzate nella zona di ingresso dell’ago (per esempio spondilodiscite o osteomielite);
  • Fratture che coinvolgono il muro posteriore delle vertebre, causando un’instabilità.

Nei casi invece di forte schiacciamento delle vertebre e di peduncoli (faccette delle articolazioni o l’estensione del tessuto neoplastico) non correttamente integrati nel canale vertebrale, la controindicazione non è assoluta. Nei casi di controindicazione relativa sarà necessario valutare l’operazione assieme al radiologo. Nel caso in cui si procedesse alla vertebroplastica, si dovranno effettuare visite radiologiche dopo l’operazione per monitorarne l’esito.

Prof. Salvatore Masala
Radiologia

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