Le lesioni focali della prostata

Autore: Dott. Antonio De Fiores
Pubblicato: | Aggiornato: 20/11/2018
Editor: Marta Buonomano

Come vengono diagnosticate le lesioni focali della prostata? Le caratteristiche di queste lesioni sono estremamente diverse da quelle del tessuto sano. Il nostro esperto in Radiologia a Roma, il Dott. Antonio De Fiores, ci parla dell'importanza della diagnosi precoce di queste possibili neoplasie

 

Cosa s’intende per lesioni focali della prostata?

Le lesioni focali della prostata sono delle lesioni caratterizzate da aree di diversa cellularità rispetto a quelle proprie del tessuto sano. Nonostante siano le più frequenti, quando parliamo di lesioni focali non dobbiamo necessariamente pensare a lesioni di natura neoplastica, cioè tumorali, infatti possono essere classificate anche come cicatriziali o di tipo infiammatorio. È importante eseguire una diagnosi precoce poiché il tumore della prostata abitualmente è un tumore molto lento.

 

Come si diagnosticano le lesioni focali della prostata?

Le lesioni focali della prostata si diagnosticano attraverso una serie di indagini, in genere strumentali, in particolare l’ecografia. Il quadro tende ad evidenziare la porzione della prostata periferica, la regione posteriore, dove abitualmente tendono ad insediarsi i tumori maligni. Ovviamente l’indagine viene eseguita per via transrettale, cioè attraverso una sonda che introdotta nel retto permette di esplorare le diverse zone del parenchima prostatico e soprattutto la zona del parenchima periferico dove abitualmente si insinua il tumore prostatico.

 

Le nuove tecniche per la diagnosi delle lesioni focali della prostata

Tra le nuove tecniche per la diagnosi delle lesioni focali della prostata vi è sicuramente l’elastosonografia. L’elastosonografia è una tecnica di recente insorgenza che viene sempre eseguita durante un esame ecografico e che si basa sulla valutazione, una volta individuata l’area, della eventuale durezza o elasticità dell’area interessata. Seguendo dei parametri secondo cui un tumore è costituito da un tessuto abbastanza duro e poco elastico, la variazione che si nota attraverso i diversi colori che appariranno sul monitor durante l’esame ci permetterà di stabilire se l’area è dura, e quindi fortemente sospetta per neoplasie prostatiche, o se è relativamente dura e abbastanza elastica, propria dei quadri infiammatori.

 

Le lesioni focali della prostata: cosa succede dopo la diagnosi?

Dopo aver eseguito una serie di accertamenti che vanno dall’esplorazione rettale al dosaggio del PSA all’ecografia transrettale e dopo aver ottenuto dei dati sul sospetto tumore prostatico, sarà la biopsia a stabilire effettivamente il grado di gravità del tumore. A questo punto si trasmettono tutti i dati all’urologo e, a meno che non si tratti di un tumore invasivo con possibilità di metastasi a distanza, possiamo essere fiduciosi e pensare che il tumore prostatico possa essere debellato con risultati positivi ed una guarigione più o meno completa.

 

Dott. Antonio De Fiores
Radiologia

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