Le protesi all'anca aiutano a migliorare la mobilità dei pazienti

Autore: Top Doctors®
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Editor: Top Doctors®

I migliori esperti in Ortopedia e Traumatologia ci spiegano in cosa consiste l’intervento di protesi dell’anca e come sopravvivere al post-operatorio.

In che cosa consiste l’operazione di protesi all’anca?

Questa operazione si realizza per sostituire un anca danneggiata. Il chirurgo sostituisce l'originale con una sfera in metallo o ceramica. Il recupero sarà graduale e dipenderà dalla continuità del paziente nei suoi esercizi di riabilitazione.

Il candidato ideale per un intervento di protesi all’anca è un paziente che soffre di dolori al dovuti alla distruzione della cartilagine articolare del bacino e che non ha notato miglioramenti dal trattamento chirurgico, pertanto ha bisogno di rimpiazzare l’anca danneggiata.

 

Possibili complicazioni in un intervento di protesi dell’anca

Le principali complicazioni che derivano da un intervento del genere sono le infezioni (superficiali o profonde), che possono contribuire ad un cedimento delle parti che compongono la protesi; le lesioni delle strutture vascolari o nervose; instabilità della protesi e, in certi casi, frattura del femore durante la chirurgia.

 

Come viene collocata la protesi all’anca

Per effettuare questo tipo di intervento è necessaria un’anestesia epidurale. Il primo passo dell’operazione consiste nel realizzare una dissezione delle strutture dei tessuti molli fino a raggiungere l’osso.

Dopodiché vengono effettuati dei tagli sul femore e sull’acetabolo (preparazione del canale midollare o preparazione dell’acetabolo). Sia sul femore che sull’acetabolo verranno applicati gli impianti. Infine, si realizzerà la fissazione degli stessi, che può essere cementata o no.

Passate almeno 24 ore dall’intervento, gli specialisti iniziano con un trattamento di mobilità passiva: per esempio, mettono a sedere il paziente su una sedia molto alta, facendo in modo che il paziente si abitui al peso delle protesi.  

Dopo il quinto giorno di ricovero in ospedale, il paziente può tornare a casa sua. Dovrà seguire un trattamento di riabilitazione molto mirato.

 

Raccomandazioni e consigli per il post-operatorio

I pazienti con una protesi d’anca devono essere coscienti del fatto che si tratta di un’articolazione protesica, non naturale, e pertanto che la vita media della protesi è collegata all’uso e all’abuso che facciamo di lei giornalmente.

Quando vengono collocate protesi d’anca in pazienti anziani, le cui attività giornaliere sono molto conservatrici, è molto probabile un pronostico positivo.

Al contrario, quando l’intervento riguarda una persona giovane esistono molti fattori a rischio e, di conseguenza, devono prendersi serie precauzioni. Conviene camminare, scendere e salire le scale, andare in bicicletta e non smettere mai di fare attività fisica, con moderazione.

Allo stesso tempo, è impossibile dedicarsi a sport estremi e fare pesi, dato che una qualsiasi attività di queste ridurrebbe la durata della protesi.

È consigliabile sedersi in sedie alte, non fare movimenti estremi con l’anca ed evitare possibili lesioni. 

 Redazione di Topdoctors

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Ortopedia e Traumatologia


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