Malattia Venosa Cronica: qual è il trattamento più indicato?
La malattia venosa cronica (MVC) è una patologia delle vene degli arti inferiori caratterizzata da un alterato ritorno del sangue verso il cuore, dovuto alla progressiva perdita di continenza delle vene e al deterioramento delle valvole venose.
La sua evoluzione può generare sintomi quali senso di peso, parestesie e dolore, oltre a segni come edema, vene varicose e, nei casi più avanzati, ulcere degli arti inferiori.
I principali fattori di rischio comprendono sedentarietà, sesso femminile, familiarità e obesità. Come suggerisce il termine stesso, si tratta di una malattia cronica, da cui non si guarisce definitivamente: per questo motivo è fondamentale prevenirne la progressione e mantenere le cure anche dopo un eventuale trattamento invasivo
Diagnosi
La diagnosi è clinica e strumentale. L’esame obiettivo è essenziale: permette di valutare la storia clinica, la familiarità, le abitudini di vita e il tipo di attività lavorativa.
L’esame ecocolordoppler, idealmente eseguito dopo una visita specialistica, consente di definire il grado di reflusso e la funzionalità del sistema venoso, fornendo informazioni indispensabili per impostare il corretto iter terapeutico.
Terapia della Malattia Venosa Cronica
La scelta del trattamento dipende dalla gravità, dai sintomi e dalle eventuali complicanze. Le principali opzioni sono:
1. Terapia conservativa
Indicate nelle forme lievi o moderate, comprendono:
- Elastocompressione con calze elastiche a compressione graduata, utili nel ridurre sintomi come pesantezza, dolore ed edema.
- Attività fisica regolare (camminata, nuoto, cyclette).
- Controllo del peso e alimentazione equilibrata.
- Evitare la sedentarietà prolungata, sia in piedi che da seduti.
Queste misure sono fondamentali anche dopo eventuali trattamenti invasivi per prevenire recidive.
2. Trattamenti farmacologici
La terapia medica si basa su integratori e farmaci flebotropi, che in associazione alle calze elastiche contribuiscono ad alleviare sintomi e segni della MVC. È necessario assumerli con regolarità per ottenere i risultati sperati.
3. Trattamenti invasivi
Sono indicati in presenza di:
- Vene varicose sintomatiche
- Edemi importanti
- Reflussi significativi
- Necessità di ottimizzare il circolo venoso prima di interventi ortopedici
Le principali tecniche includono:
- Ablazione termica endovascolare (laser o radiofrequenza): Tecnica mini-invasiva che chiude la vena safena mediante calore dall’interno, in anestesia locale, con rapido recupero.
- Ablazione safenica meccano-chimica (MOCA): Combina un’azione meccanica e chimica senza l’uso di calore, indicata per pazienti che non possono ricevere anestesia tumescente.
- Ablazione safenica con colla (cianoacrilato): Tecnica moderna che utilizza un adesivo medicale per chiudere la vena senza calore né anestesia tumescente.
- Scleroterapia della vena grande o piccola safena: Indicata in casi selezionati, soprattutto in vene di calibro non eccessivo.
- Crossectomia e safenectomia (chirurgia tradizionale): Prevede l’asportazione della vena; oggi riservata a casi complessi o recidivi.
4. Qual è il trattamento più indicato?
Le indicazioni vengono definite dallo specialista chirurgo vascolare dopo visita clinica ed ecocolordoppler. In linea generale:
- Forme lievi o moderate → calze elastiche e modifiche dello stile di vita.
- Vene varicose sintomatiche o reflusso significativo → trattamento invasivo, preferibilmente endovascolare, ma senza escludere la chirurgia tradizionale nei casi necessari o recidivi.
Prevenzione e Follow-up
Per mantenere i risultati e prevenire complicanze è fondamentale adottare comportamenti corretti. Dopo il trattamento, non bisogna pensare che le varici “non torneranno più”. È invece importante:
- Effettuare controlli periodici dallo specialista.
- Utilizzare calze elastiche se prescritte.
- Mantenere attività fisica regolare.
- Controllare peso corporeo, pressione e colesterolo.
Queste strategie riducono i sintomi, migliorano la qualità della vita e limitano il rischio di recidive.


