Neuropatia diabetica: impariamo a riconoscerla

Autore: Prof. Luigi Uccioli
Pubblicato: | Aggiornato: 06/05/2020
Editor: Antonietta Rizzotti

La neuropatia diabetica è una complicanza del diabete che interessa i pazienti diabetici con lunga durata di malattia e soprattutto quando la glicemia non viene controllata in maniera adeguata per tempi prolungati. Ne parla il Prof. Luigi Uccioli, esperto in Diabetologia a Roma

Quali aree del corpo interessa?

Nella sua forma più comune interessa le fibre nervose che sono deputate a trasmettere tutte le modalità di senso: sensibilità tattile, termica, dolorifica, propriocettiva etc., le fibre motorie che controllano la contrazione dei muscoli del piede e di tutto l’arto inferiore e le fibre del sistema nervoso vegetativo che controllano tra l’altro le ghiandole sudoripare.

In presenza di neuropatia sensitiva il paziente perde uno strumento di difesa e quindi va incontro più facilmente a lesioni. Basta immaginare il danno che può provocare una scarpa stretta se non viene avvertita come tale oppure il contatto con una temperatura eccessiva come ad esempio con la sabbia bollente d’estate.

La neuropatia motoria è responsabile delle deformità a cui va incontro il piede: dita ad artiglio, dita a martello, alluce valgo etc.

La neuropatia del sistema vegetativo, invece, comporta la perdita di funzione delle ghiandole sudoripare con conseguente secchezza della cute (anidrosi). La cute secca è poco elastica e può andare facilmente incontro a fissurazioni a volte estremamente dolorose e potenzialmente pericolose in quanto punto di partenza di infezioni della pelle e del tessuto sottocutaneo.

Quali tipi di neuropatia diabetica esistono?

Esistono diversi tipi di neuropatia. Quello descritto finora è il quadro della polineuropatia distale e simmetrica (polineuropatia perché interessa contemporaneamente le fibre del sistema nervoso sensitivo, quelle del sistema motorio e quelle del sistema vegetativo, distale perché interessa gli arti inferiori ed in misura minore anche gli arti superiori e simmetrica perché interessa contemporaneamente entrambi gli arti). Esistono però altre forme di neuropatia diabetica, anche se meno frequenti, che possono interessare i nervi singolarmente (mononeuropatie) ad esempio i nervi cranici, i nervi intercostali etc. con quadri clinici legati al nervo interessato: es. deficit del movimento oculare o palpebrale in caso di interessamento dei nervi cranici o comparsa di intensa sintomatologia dolorosa (a volte confusa con una localizzazione da herpes zoster, conosciuta anche come “fuoco di Sant’Antonio”) nel caso di coinvolgimento dei nervi intercostali.

Quali sono i sintomi e i segni più comuni?

La sintomatologia iniziale è caratterizzata da un senso di intorpidimento dei piedi e dalla presenza di formicolii prevalentemente notturni. Il formicolio a volte si trasforma in sensazione di puntura di spillo fino ad arrivare a vere e proprie scariche elettriche che turbano il sonno. A volte si prova sollievo mettendo i piedi a contatto con il pavimento o con l’acqua fredda.

In una fase più avanzata i piedi diventano completamente insensibili e quindi particolarmente vulnerabili. A questo punto possono andare incontro facilmente ad ulcerazioni di difficile guarigione.

Come viene diagnosticata?

Si può sospettare una neuropatia quando compaiono le parestesie (senso di formicolio, addormentamento dei piedi). A questo punto bisogna consultare uno specialista in diabetologia in grado di fare un accurato esame obiettivo neurologico, ed effettuare i test diagnostici specifici come la biotesiometria, il test del freddo, i test cardiovascolari per la neuropatia vegetativa etc. Solo in caso di dubbio diagnostico si ricorre allo studio elettrofisiologico delle fibre nervose.

Quali sono le terapie indicate?

Non esistono al momento delle terapie in grado di “curare” la neuropatia, ad eccezione del controllo ottimale della glicemia. Un buon compenso metabolico è in grado, dopo periodi lunghi (anni) di migliorare la funzione delle fibre nervose. In caso di neuropatia dolorosa il controllo della glicemia è in grado di migliorare la sintomatologia.

L’utilizzo di integratori contenenti acido alfa lipoico si è dimostrato di una qualche utilità per migliorare nel tempo la funzione dei nervi. Esiste una serie di farmaci utilizzabili in caso di neuropatia dolorosa, questi includono antidepressivi triciclici, o molecole che però devono essere prescritte da medici esperti per la definizione ottimale della loro posologia.

In ogni caso l’acquisizione di un corretto stile di vita con l’astensione dal fumo e l’abitudine ad eseguire attività fisica regolare, ha sicuramente un effetto benefico anche sulla neuropatia.

Prof. Luigi Uccioli
Diabetologia

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