OCT (Tomografia a Coerenza Ottica): uno strumento fondamentale nelle patologie oculari
Nell'ambito della diagnostica oculistica, l'utilizzo della Tomografia a Coerenza Ottica (OCT) si è dimostrato rivoluzionario. Questo strumento, definito come una sorta di TAC dell'occhio, offre una prospettiva dettagliata della retina e del nervo ottico, permettendo di individuare precocemente patologie retiniche altrimenti difficilmente rilevabili. Esploreremo l'importanza di questo metodo innovativo con la Dott.ssa Micol Ester Alkabes
Definizione e significato
La Tomografia a Coerenza Ottica (OCT) è un metodo definito di imaging utilizzato per generare un'immagine della parte posteriore dell'occhio, chiamata retina, e del nervo ottico. Il metodo non invasivo produce un'immagine basandosi sul principio della reflettività specifica di ognuno dei 9 strati retinici di cui è composta la retina.
Sebbene non sia comunemente incluso in una visita oculistica di routine, rappresenta una sorta di “TAC” della retina e del nervo ottico divenuta ormai fondamentale nella pratica clinica quotidiana, grazie alla sua capacità di individuare anche precocemente la presenza di patologie retiniche difficilmente rilevabili durante la visita anche per lo specialista più esperto. Sarà pertanto un esame fondamentale che paziente e oculista potranno richiedere a conferma/sospetto di una diagnosi o per il monitoraggio di una patologia oculare già nota.

Per quali patologie è indicato?
Fondamentalmente, salvo i limiti strutturali dello strumento, non esistono patologie retiniche che non possano essere studiate con questa tecnica. Tuttavia, le più comuni sono:
- Degenerazione maculare legata all’età (o senile): una patologia della parte centrale della retina, chiamata macula, che può comportare una grave compromissione della capacità visiva. Risulta molto utile anche nel valutare l’efficacia o la necessità di trattamento in caso di maculopatia essudativa trattata con iniezioni intravitreali.
- Retinopatia diabetica: l’OCT consente di monitorare lo stadio della maculopatia diabetica nonché la necessità di trattamento. Non sostituisce in alcun modo la Fluorangiografia Retinica che ad oggi è ancora l’esame più indicato per stabilire il tipo di retinopatia diabetica e/o la necessità di trattamento laser.
- Edema maculare: indipendentemente da quale sia la causa dell’accumulo di liquido a livello della macula (edema appunto), l’OCT è l’esame migliore che ne consente la diagnosi e nel permette il monitoraggio anche dopo eventuale terapia.
- Pucker maculare (o Membrana Epiretinica): è un tessuto cicatriziale può crescere sulla superficie della retina causando un progressivo calo della vista nonché una visione deformata delle immagini (metamorfopsie). L’OCT è fondamentale per la diagnosi, il follow-up e per la valutazione pre- e post-operatoria in caso si renda necessario un intervento chirurgico, ad oggi l’unica soluzione possibile per evitare la progressione della malattia.
- Foro maculare: sebbene si accompagni ad un repentino calo della vista e ad una sintomatologia tipica, la sua diagnosi può risultare difficile in caso di fori a livello della macula di piccole dimensioni o di pazienti molto miopi. Poiché la soluzione a tale problema può essere solo chirurgica, come per il pucker maculare, l’OCT è l’esame fondamentale per la diagnosi e, soprattutto per la valutazione pre- e post-operatoria.
- Miopia degenerativa: la retina dei pazienti miopi, tipicamente la più soggetta allo sviluppo di determinate patologie retiniche, può essere molto difficile da valutare nel dettaglio durante una normale visita oculistica. L’OCT diventa pertanto fondamentale per lo studio della retina di questi pazienti.
- Distacco di retina: la valutazione dello stato della regione maculare con l’OCT influisce sensibilmente sulla prognosi visiva per il paziente con distacco di retina per cui si renda necessario un intervento nel più breve tempo possibile.
- Glaucoma: per la valutazione di un eventuale danno al nervo ottico secondario alla pressione intraoculare.
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Sebbene sia un esame considerato ormai fondamentale per lo studio della retina e del nervo ottico, va sottolineato che vi sono condizioni che limitano la riuscita/fattibilità di tale esame. La cataratta o comunque qualsiasi opacità dell’occhio che impedisce il corretto passaggio della luce proveniente dallo strumento, può influenzare la creazione di immagini che siano qualitativamente valide per una corretta diagnosi.


