Ortopedia pediatrica: i disturbi più frequenti nei bambini

Autore: Dott. Mario Cervone de Martino
Pubblicato: | Aggiornato: 21/06/2018
Editor: Top Doctors®

Scopriamo con il Dott. Cervone de Martino, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Napoli, quali sono le più frequenti patologie ortopediche che colpiscono i bambini, come riconoscerle e come si curano.

 

I disturbi ortopedici che colpiscono i bambini alla nascita o durante la crescita presentano differenze sostanziali rispetto a quelli che colpiscono gli adulti e vanno trattati non appena diagnosticati. Il sistema muscolo-scheletrico infantile è infatti ancora in evoluzione e quindi più vulnerabile rispetto a quello di un adulto. Compito dell’ortopedico è perciò individuare e risolvere possibili disturbi che potrebbero degenerare nel tempo e comportare seri problemi in età adulta.

Tra le problematiche presenti già alla nascita si incontrano le malformazioni del rachide e quelle degli arti inferiori, in particolare l’anca.

Le malformazioni congenite del rachide

L’Emispondilia è una malformazione del rachide per la quale alcune vertebre nell’area dorsale, quindi inferiormente alla cervicale o superiormente al lombare non si formano correttamente durante lo sviluppo, creando una scoliosi congenita. Si risolve generalmente con la terapia fisiokinesiterapeutica o con chirurgia. Quando invece sono i dischi intervertebrali che non si sviluppano, ciò che avviene è l’innaturale fusione di due vertebre. Si parla cioè di Sinostosi Vertebrale che si manifesta con rigidità e difficoltà di movimento. Come nel caso precedente si interviene con la fisiokinesiterapia o la chirurgia.

Displasia congenita dell’anca

La displasia dell’anca è una patologia congenita per la quale l’articolazione dell’anca si sviluppa in modo anomalo, con un angolo di apertura dell’articolazione ridotto e portando la testa del femore a dislocarsi dalla cavità acetabolare dove invece dovrebbe risiedere. Se non risolta, la malattia crea difficoltà deambulatorie ed è destinata ad evolversi in una lussazione. L’origine della malformazione è da ricercare nel periodo della gestazione, in particolare nei casi in cui il bambino avesse posizione podalica, o ancora in caso di legamenti dell’articolazione deboli. Il trattamento di questo disturbo dipende dalla sua gravità. Quando la malattia è lieve, sarà sufficiente utilizzare un divaricatore che costringerà l’articolazione ad adattarsi alla corretta posizione fino alla guarigione, mentre nei casi più gravi si dovrà ricorrere alla chirurgia.

Esistono poi disturbi che non sono evidenti alla nascita, poiché colpiscono il bambino durante la crescita.

Ginocchio Valgo e Varo

Sono patologie derivate dal mancato allineamento di femore e tibia. Anche noto come “ginocchio a x”, il ginocchio valgo è evidente poiché le ginocchia si trovano una di fronte all’altra al posto di trovarsi una di fianco all’altra. Il ginocchio varo, invece, rappresenta l’esatto opposto, le ginocchia si spingono all’esterno formando un angolo anomalo. L’unica soluzione definitiva al disturbo è la chirurgia. Tuttavia, nei casi più lievi si preferisce l’utilizzo di terapie conservative attraverso l’uso di speciali plantari ed esercizi utili a rinforzare i muscoli delle gambe.

Piede piatto

Fisiologicamente i piedi del bambino rimangono piatti perlomeno fino ai 5 anni, quando inizia il processo di formazione della volta plantare, che si conclude intorno ai 12 anni. Tuttavia, quando già in età infantile iniziano a manifestarsi alcuni disturbi motori come l’affaticamento durante le attività ludiche o il dolore all’articolazione della caviglia, è necessario intervenire con esami podoscopici e baropodometrici. Una volta confermata la diagnosi sarà prescritto al bambino un’ortesi plantare, ossia un dispositivo, che apposto al di sotto dell’articolazione astragalo-scafoidea ha lo scopo di stimolare la formazione dei muscoli della volta plantare.

Scoliosi

La scoliosi infine è una deformazione della colonna vertebrale che colpisce generalmente i bambini dopo i 10 anni. La malattia si manifesta come una chiara deviazione laterale della colonna con conseguente compromissione anche dei dischi intervertebrali e dei muscoli dell’area. In base alla gravità la scoliosi si cura con esercizi mirati a rinforzare e rieducare i muscoli dell’area, con l’utilizzo di corsetti ortopedici e in ultima istanza con la chirurgia.

Dott. Mario Cervone de Martino
Ortopedia e Traumatologia

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