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OSAS: il ruolo dell’odontoiatra nella diagnosi precoce e nel trattamento

In Italia, circa 6 milioni di persone sono affette da OSAS (Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno). Tuttavia, soltanto una piccola parte viene diagnosticata e trattata. Cerchiamo di capire qual è il ruolo dell’odontoiatra in questo contesto insieme alla Dott.ssa Giulia Martina Faggioni, specialista in Ortognatodonzia, esperta in Disturbi Respiratori del Sonno.

Screening dentistico: primo passo nel riconoscimento precoce

Durante il controllo odontoiatrico di routine, l’odontoiatra esperto è in grado di intercettare possibili segnali di OSAS sia osservando il volto del paziente sia completando la visita con un’anamnesi accurata. L’integrazione delle indagini cliniche e strumentali e dei questionari validati, permette uno screening dentistico efficace.

Dispositivi orali: terapia valida e accessibile

Nei casi lievi e moderati di OSAS, i dispositivi orali (detti MAD – Mandibular Advancement Device) rappresentano una valida alternativa alla CPAP, grazie all’avanzamento mandibolare che favorisce il passaggio dell’aria. Tuttavia, la loro applicazione va riservata a odontoiatri formati in medicina del sonno, per garantirne il corretto utilizzo e la gestione a breve e lungo termine. Il MAD può essere considerato un’alternativa alla CPAP anche in caso di mancata adesione alla terapia.

Follow-up odontoiatrico: monitoraggio e sicurezza

Il percorso terapeutico non si esaurisce con la consegna del dispositivo. Il follow-up odontoiatrico periodico (con controlli più frequenti il primo anno, poi almeno annuale) consente di monitorare la salute orale e sistemica del paziente, gestire eventuali effetti collaterali e collaborare con gli altri specialisti del sonno.

Comorbilità orali e implicazioni sistemiche

L’OSAS è spesso associata ad altre condizioni orali e non solo: malocclusione, bruxismo, parodontopatia, macroglossia; ma anche reflusso gastro-esofageo, disturbi dell'umore, disturbi della libido, ipertensione, problematiche neurologiche o cardiovascolari. Questi segni possono orientare l’odontoiatra verso un approfondimento diagnostico, evidenziando il valore multidisciplinare del suo ruolo.

Formazione odontoiatrica: elemento chiave per efficacia clinica

Per svolgere efficacemente il ruolo di sentinella e possibile terapeuta, l’odontoiatra necessita di una formazione odontoiatrica specifica in medicina del sonno. In Italia, esistono Master e percorsi multilivello per acquisire competenze diagnostiche, terapeutiche e di collaborazione multidisciplinare.

Conclusione

In un contesto italiano segnato da sottodiagnosi e sottotrattamento dell’OSAS, l’odontoiatra può giocare un ruolo determinante. Attraverso lo screening dentistico, l’applicazione consapevole di dispositivi orali, il follow-up strutturato, il riconoscimento delle comorbilità e la formazione mirata, si delinea una strategia efficace e integrata. Questo approccio non solo migliora la salute del paziente, ma contribuisce a una medicina del sonno più accessibile e precoce.