Paraparesi spastiche: di che cosa si tratta
Per paraparesi spastica si intende un insieme di malattie che provocano un indebolimento dei muscoli degli arti inferiori associato a rigidità. Approfondiamo questo tema con il Dott. Giovanni Rizzo, esperto in Neurologia
Che cosa sono le paraparesi spastiche?
La paraparesi spastica ha origine da patologie differenti del sistema nervoso centrale sia acquisite che genetiche, che causano una disfunzione della via nervosa attraverso la quale i segnali dal cervello arrivano ai muscoli.
Le forme genetiche vengono definite paraparesi spastiche ereditarie o familiari. Queste forme rientrano nel gruppo delle malattie rare.
Questa patologia colpisce sia uomini che donne e può manifestarsi a qualsiasi età.
Secondo i dati, da 1 a 10 persone su 100000 sono affette da questa malattia.

Come si manifestano?
Generalmente, la paraparesi spastica si manifesta con crampi, contrazioni e spasmi alle gambe, difficoltà nella deambulazione (la cosiddetta andatura spastica). Infatti, chi è affetto da questa malattia può inciampare, poiché tende a camminare sulla punta dei piedi verso l’interno.
Nelle forme di paraparesi spastica genetica ci possono essere dei sintomi aggiuntivi quali:
- Problemi oculari
- Perdita di udito
- Atassia
- Disabilità intellettiva
- Deficit cognitivi
- Neuropatie periferiche
L’inquadramento diagnostico della paraparesi spastica è mirato ad escludere quadri secondari (per esempio infiammatori, infettivi, carenziali, ecc.) ed identificare possibili cause di ereditarietà, sottoponendo il paziente ad un esame neurologico e a test genetici.
Paraparesi: come cambiano la vita di chi ne soffre?
Purtroppo, la sintomatologia delle paraparesi spastiche ereditarie tende a peggiorare gradualmente con il passare degli anni.
L’aspettativa di vita del paziente non è però più bassa del normale.
È possibile guarire dalle paraparesi spastiche?
Nel caso di forme secondarie la terapia si basa sulla risoluzione della causa sottostante, con possibilità di un miglioramento più o meno evidente in base al tipo ed al tempo della diagnosi.
Per quanto riguarda le forme genetiche, attualmente non sono disponibili terapia specifiche, ma abbiamo a disposizione dei trattamenti sintomatici, principalmente utilizzando farmaci che favoriscono il rilassamento dei muscoli.
In concomitanza alla terapia farmacologica è fondamentale iniziare quella fisica, per permettere il più possibile al paziente di mantenere la capacità di svolgere le attività quotidiane.