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Patologia adenotonsillare: quando tonsille e adenoidi disturbano il sonno dei bambini

La patologia adenotonsillare è una condizione frequente nei bambini in età prescolare e scolare, caratterizzata dall’aumento di volume delle tonsille palatine e delle adenoidi (tonsille faringee). Sebbene spesso si tratti di una risposta fisiologica del sistema immunitario a stimoli infettivi, in alcuni casi l’ipertrofia può diventare clinicamente rilevante, soprattutto quando interferisce con la respirazione, il sonno e la qualità di vita del bambino. 

Quando le tonsille e le adenoidi diventano un problema

Le tonsille e le adenoidi fanno parte del sistema linfatico e svolgono una funzione difensiva nelle prime fasi della vita. Tuttavia, quando aumentano eccessivamente di volume (ipertrofia), possono ostacolare il passaggio dell’aria nel rinofaringe e nell’orofaringe, causando russamento notturno, respirazione orale cronica, apnee ostruttive del sonno (OSA) e infezioni ricorrenti delle alte vie aeree.

Questi sintomi non vanno sottovalutati. Nei casi di sindrome delle apnee ostruttive del sonno infantile, si possono osservare effetti negativi su crescita, rendimento scolastico e comportamento. In Italia, l’OSA pediatrica ha una prevalenza stimata tra l’1 e il 5%, ed è spesso correlata alla patologia adenotonsillare.

Diagnosi e monitoraggio

La diagnosi viene effettuata dall’otorinolaringoiatra pediatrico, attraverso visita clinica e valutazione endoscopica del rinofaringe. In alcuni casi, soprattutto in presenza di disturbi respiratori notturni, può essere indicata una polisonnografia o uno studio del sonno domiciliare, per quantificare l’entità delle apnee.

Altri sintomi associati possono includere:

  • Otiti medie ricorrenti
  • Voce nasale
  • Difficoltà nella deglutizione
  • Insonnia o risvegli frequenti

Quando è indicato l’intervento

La tonsillectomia (asportazione delle tonsille) e/o adenoidectomia (asportazione delle adenoidi) sono indicate nei bambini con:

  • Apnea ostruttiva documentata
  • Infezioni ricorrenti (es. più di 5 episodi tonsillari l’anno)
  • Complicazioni otologiche croniche
  • Respirazione orale persistente con impatto sullo sviluppo facciale

L’intervento, oggi eseguibile anche con tecniche mini-invasive e a bassa emorragia, si effettua in regime di day surgery o con breve ricovero, e il recupero è generalmente rapido.

Il ruolo del follow-up

Dopo la chirurgia, è importante un monitoraggio otorinolaringoiatrico e, in alcuni casi, la collaborazione con il logopedista o l’ortodontista, specie se la respirazione orale ha determinato alterazioni funzionali della fonazione o della struttura del palato.

Conclusione

La patologia adenotonsillare non va considerata solo una condizione “banale” dell’infanzia. Quando comporta disturbi respiratori notturni, può influire in modo significativo sulla salute e sul benessere del bambino. Una valutazione specialistica precoce consente di impostare il trattamento più adeguato e prevenire complicanze a lungo termine.