Reflusso gastroesofageo: dieta e stili di vita

Autore: Prof. Bruno Benini
Pubblicato: | Aggiornato: 20/06/2018
Editor: Top Doctors®

Bruciori allo stomaco e rigurgito del bolo alimentare sono le più comuni sensazioni legate al reflusso gastroesofageo. Comuni ma fastidiose: queste, difatti, condizionano significativamente la qualità della vita di chi ne soffre. Ecco alcune indicazioni del Prof. Bruno Benini, esperto in Chirurgia Generale a Roma, su come prevenire o alleviare i sintomi associati

 

Dieta: quali cibi evitare?

I principali sono tre: i grassi, la menta ed il cioccolato, perché rilasciano la fisiologica contrazione dello sfintere esofageo. Poi ci sono cibi quale gli agrumi od il pomodoro che possono risultare poco sopportabili per i pazienti affetti da esofagite. 
Una recente ricerca del Northwell Health’s Feinstein Institute for Medical Research e del New York Medical College pubblicata sulla rivista JAMA Otolaryngology Head Neck Surgery afferma che la dieta mediterranea può essere più efficace di un semplice farmaco: frutta, cereali, verdure e noci aiutano sensibilmente ad alleviare i sintomi legati al reflusso gastroesofageo

 

Bevande: quali preferire e quali no?

Vanno bene tutte le bevande non gassate. Si può consumare il vino in modica quantità. Sono da vietare gli alcolici.

 

Stile di vita: cosa fare?

Assolutamente evitare la sedentarietà ed il sovrappeso. Se è associata un’ernia iatale non si devono fare sforzi fisici pesanti. Inoltre occorre fare attenzione alla dieta: piccoli pasti frequenti, lontani dal momento di andare a letto. È utile anche rialzare il materasso a livello della testa di circa 25 gradi.

 

Quali test eseguire per la diagnosi precisa?

Nei casi lievi e di breve durata l’arma più efficace per una diagnosi precisa è il buon senso clinico. Nei casi più importanti occorre eseguire una esofagogastroscopia e, se necessario, la ph-Impedenzometria.

 

Iter terapeutico per il reflusso gastroesofageo

Nel reflusso gastroesofageo di recente insorgenza il consiglio è quello di usare farmaci in gel o liquidi che provvedano a verniciare l’esofago proteggendolo dalla azione erosiva dei succhi gastrici. A questi possono essere associati, per brevi periodi, gli inibitori di pompa protonica. Nelle forme di reflusso cronico non è pensabile l’impiego di questi farmaci per tutta la vita, anche visto l’elevato numero di effetti collaterali che si stanno osservando nel corso degli ultimi anni: proprio per questo, in molti casi, va considerato l’intervento chirurgico.

 

Tecniche chirurgiche per il reflusso gastroesofageo

Nel 2017 la tecnica più diffusa e con il maggior grado di soddisfazione è la fundoplicatio, grazie alla quale si avvolge la parte inferiore dell’esofago con il fondo gastrico in modo da migliorare la sintomatologia. È un intervento che non prevede particolari complicazioni. Secondo gli ultimi dati, a 20 anni dall’intervento l’80% dei pazienti si ritiene soddisfatto, mentre l’85% di pazienti rifarebbe l’intervento.

 

Scopri di più sull'intervento chirurgico per trattare il reflusso gastroesofageo!

 

Editor: Valerio Bellio

Prof. Bruno Benini
Chirurgia generale

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Utilizziamo cookies propri e di terzi per offrire una miglior esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito ne accetta l'uso. Continuare Politica dei cookies