Retinopatia diabetica: come si sviluppa, o si può complicare nel tempo
La retinopatia diabetica è una complicanza del diabete che interessa la retina, il tessuto che riveste il fondo dell’occhio e che permette di trasformare la luce in segnali nervosi. Con glicemie elevate per anni, i vasi retinici subiscono un danno progressivo: si “indeboliscono”, si occludono, possono sanguinare e perdere liquido.
È una delle principali cause di perdita visiva prevenibile nei Paesi industrializzati e la sua incidenza è in aumento, in linea con il trend crescente di persone con diabete in Italia.
Perché si sviluppa la retinopatia diabetica
Il meccanismo centrale è il danno microvascolare indotto dall’iperglicemia cronica. Il sangue ad alta concentrazione di glucosio altera l’endotelio vascolare e la barriera emato-retinica. Col tempo compaiono:
- microaneurismi
- essudati
- emorragie retiniche
- aree ischemiche (mancanza di ossigeno)
Nei casi che evolvono, la retina risponde all’ischemia producendo fattori pro-angiogenetici (tra cui VEGF): ciò favorisce la comparsa di neovasi anomali (retinopatia proliferante), che possono rompersi e generare emovitreo o trazioni sulla retina.
Sintomi: quando sospettarla ed evitare complicazioni nel tempo
Nelle fasi iniziali può essere asintomatica. Per questo la diagnosi precoce non può basarsi su “come vede il paziente”, ma sulla visita oculistica con esame del fondo oculare.
Quando sintomi compaiono, possono includere:
- annebbiamento
- distorsione delle immagini
- “macchie” o “ombre” nel campo visivo
- peggioramento della visione centrale (spesso per edema maculare diabetico)
Strumenti per diagnosticare la retinopatia diabetica
Gli esami fondamentali utilizzati oggi nella pratica clinica includono:
- OCT (Tomografia retinica a coerenza ottica)
- fluorangiografia
- OCT-Angiography
Questi permettono di identificare edema maculare, microaneurismi, aree ischemiche e neovasi.
Trattamenti disponibili e follow-up che dipendono dagli stadi di questa complicanza diabetica
La gestione è personalizzata e dipende dallo stadio.
Gli strumenti principali oggi sono:
- anti-VEGF intravitreali
- laser fotocoagulazione
- corticosteroidi intravitreali (in casi selezionati)
- chirurgia vitreoretinica nei casi avanzati (ad esempio in emovitreo non riassorbito)
Ma il primo intervento “terapeutico” è ancora il controllo metabolico: glicemia, pressione, colesterolo.
È essenziale programmare controlli periodici.
Indicazione generale (linee di pratica clinica diffuse):
- diabetici tipo 2: una visita oculistica alla diagnosi, poi follow-up secondo valutazione specialistica
- diabetici tipo 1: di solito screening dopo alcuni anni dall’esordio, poi controlli regolari
La cadenza dei controlli viene comunque decisa dall’oculista sulla base del quadro.
La retinopatia diabetica oggi è diagnosticabile precocemente e trattabile. La collaborazione tra diabetologo e oculista è decisiva: molti pazienti, se monitorati e trattati correttamente, possono mantenere una buona qualità visiva nel tempo.
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