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Scleroterapia delle teleangectasie

La Malattia Venosa Cronica (MVC) degli arti inferiori viene classificata a seconda della gravità in 6 classi, dall’asintomaticità alla comparsa di ulcere. In questo articolo, insieme al Dott. Piero Giuseppe Bonadeo, esperto in Chirurgia Vascolare, parleremo delle teleangectasie e della terapia utilizzata per trattarle: la scleroterapia

Cosa sono le teleangectasie?

Le teleangectasie, volgarmente conosciute come “capillari”, sono al livello inferiore come prima manifestazione clinica della malattia, che però è tipicamente cronica ed evolutiva. La terapia, sclerosante e contenitiva (calza elastica), si pone come obiettivo principale quello di rallentarne la progressione e, se presenti, di limitarne i sintomi che possono manifestarsi come:

  • senso di peso
  • gonfiore alle caviglie
  • crampi
  • prurito.

Inoltre le teleangectasie rappresentano un inestetismo ben visibile per cui accanto all’indicazione principale di prevenzione, il trattamento deve essere condotto con particolare attenzione all’aspetto estetico.

Parliamo di scleroterapia!

La scleroterapia, tecnica adottata in flebologia da decenni e con risultati significativi, consiste nell’introduzione nelle venule di un farmaco (ovvero un agente sclerosante, preferibilmente allume cromico o in alternativa lauromacrogol 0.25%) che crea un’infiammazione locale della parete della microvena fino a determinarne la chiusura, tuttavia non immediata, poiché i risultati si verificano in tempi variabili e comunque brevi.

L’applicazione avviene mediante microiniezioni ravvicinate seguite dall’applicazione di un tamponcino compressivo da rimuovere dopo poche ore. La terapia è effettuata a cicli settimanali (è raccomandata costanza e continuità) in un arco temporale da ottobre a fine giugno.

Cosa può aspettarsi il paziente?

La scleroterapia normalmente è ben tollerata e può causare solo un bruciore temporaneo e consentendo subito una regolare deambulazione. Arrossamenti locali e un lieve indurimento cutaneo, oltre a ematomi circoscritti, possono verificarsi nei giorni successivi, ma rientrano nella norma e scompaiono spontaneamente o con l’ausilio di creme specifiche prescritte al bisogno.

Complicanza infrequente e non prevedibile perché legata alle caratteristiche individuali della pelle è la pigmentazione (colorazione bruna in sede di vena iniettata) che tuttavia si limita diluendo l’agente e introducendolo a piccole dosi ravvicinate. Rarissime sono le complicanze maggiori (crisi allergiche).

Quali sono le controindicazioni alla scleroterapia?

Le controindicazioni alla scleroterapia sono:

  • allergie note all’agente sclerosante
  • presunta o accertata gravidanza
  • grave cardiopatia
  • grave epatopatia
  • neoplasie clinicamente manifeste
  • tendenza congenita alle trombosi (trombofilia).

È necessario prestare particolare cautela a soggetti in terapia anticoagulante.

Quali sono i risultati?

È bene sapere che la scleroterapia non previene la comparsa di altre teleangectasie nel tempo, proprio perché segno di una malattia cronica ed evolutiva per cui, dopo un primo ciclo, occorrono verifiche annuali. I risultati sono buoni sia come riduzione di sintomi, se presenti, sia esteticamente (scomparsa o attenuazione delle teleangectasie).

Naturalmente la terapia viene indicata solo dopo una visita specialistica preliminare e dopo la firma di un consenso informato, scritto, spiegato e consegnato al trattamento.