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Screening per il tumore del colon-retto: come ha influito il COVID-19?

Il nostro esperto in Chirurgia Generale a Caserta, il Dott. Luciano Onofrio, ci spiega in che modo l’emergenza Covid-19 abbia influito sui programmi di screening, in particolare per il tumore del colon-retto

Screening per il tumore del colon-retto: com’è la situazione in Italia?

In Italia l’adesione a programmi di screening per questa neoplasia è minore rispetto a quella per il tumore al seno e della cervice uterina. Da qui la preoccupazione per quello che potrebbe essere l’impatto che la pandemia di Covid-19 sull’incidenza di neoplasie del colon-retto dovuta alla riduzione dei programmi di screening.

Perché lo screening per il tumore del colon-retto è così importante?

mediciDi per sé, gli screening sono delle analisi eseguite a tappeto su una fascia concreta di popolazione ed ha lo scopo di identificare precocemente una malattia o i suoi precursori prima che si manifesti. La neoplasia del colon-retto, così come gli altri tumori, trova nella variabile tempo un fattore pronostico essenziale: questo tumore è infatti spesso la conseguenza di una mutazione di lesioni benigne (polipi adenomatosi), che si evolvono in un periodo molto lungo (dai 7 ai 15 anni) in cancro.

In cosa consiste lo screening per il tumore del colon-retto?

Attraverso la ricerca del sangue occulto nelle feci (screening) viene selezionata una fascia di popolazione con maggiore rischio di essere colpita da lesioni polipoidi. In seguito, per i pazienti che risultano positivi all’indagine, la colonscopia permette di interrompere il processo di trasformazione da polipo a tumore asportando la lesione prima della sua evoluzione, oppure intervenendo su una lesione già cancerizzata ma ancora in fase precoce, quindi di facile risoluzione.

Il Covid-19 ha influito sull’incremento dei casi di tumori del colon retto a causa della riduzione temporanea dei programmi di screening?

La prima ondata di pandemia ha provocato la perdita di oltre 1.4 milioni di esami diagnostici, tra cui circa 600 esami di screening del tumore del colon-retto. La seconda ondata ed il conseguente blocco delle attività non urgenti ha provocato una seconda grave interruzione di questi esami, proprio quando stavamo ricominciando ad eseguirli a ritmi più sostenuti.

Per fortuna, ora l’attività ambulatoriale ordinaria e di ricovero è stata ripristinata e con essa anche le attività di screening.

Tumore del colon-retto: chi può accedere ai programmi di screening?

Innanzitutto, tutti i programmi di screening sono gratuiti e non sono soggetti a liste d’attesa. Tutti i cittadini, indipendentemente dal sesso, con un’età compresa tra i 50 ed i 74 anni (fascia più a rischio) possono sottoporsi alla ricerca di sangue occulto nelle feci, analisi non invasiva, gratuita e che non necessita di una preparazione particolare. I cittadini individuati in questa fascia d’età riceveranno una lettera di invito dalla ASL e dovranno prenotarsi presso lo studio del proprio medico di base o presso una farmacia aderente per ritirare il materiale per eseguire il test, il quale dovrà poi essere consegnato nei punti di raccolta predisposti. Infine, i risultati verranno inviati direttamente al domicilio del paziente.

Cosa fare se risulto positivo all’esame?

Se il test risulta positivo significa che è stato individuato un sanguinamento anomalo del tratto gastrointestinale, che potrebbe essere dovuto a diverticolosi, ulcere, emorroidi, polipi benigni o tumore al colon. In questo caso, sarà necessario sottoporsi a colonscopia previa preparazione (lassativa) indicata dal centro di riferimento. Va ribadito che questo iter è assolutamente gratuito, non necessita di impegnative né prenotazioni, passaggi al CUP o tempi d’attesa. Il nostro Ambulatorio di Endoscopia Digestiva Chirurgica è afferente al reparto di Chirurgia Generale dell’Ospedale di Piedimonte Matese, ma la scelta dell’ambulatorio endoscopico è a discrezione del paziente.

Come si esegue una colonscopia?

Questo esame endoscopico si serve di una sonda flessibile e manovrabile per esplorare il colon e può essere eseguito come procedura diagnostica ma anche terapeutica. Se ad esempio durante l’esame venisse confermata la presenza di polipi, con la colonscopia è possibile asportarli nella stessa seduta senza ulteriori fastidi per il paziente. Questo esame si esegue in sedazione cosciente in modo da ridurre il discomfort del paziente.

Ci sono persone che non devono eseguire lo screening?

  • medicoChi si è già sottoposto ad un intervento chirurgico al colon (per qualsiasi ragione);
  • Chi è affetto da Malattie Infiammatore Croniche Intestinali (rettocolite ulcerosa, Malattia di Crohn);
  • Chi ha già eseguito una colonscopia degli ultimi 5 anni;
  • Chi si è già sottoposto ad un’asportazione di polipi.

Questi pazienti devono essere seguiti preso ambulatori specialistici che detteranno i tempi di eventuali controlli di routine.

Quali sono i fattori di rischio di un tumore del colon-retto?

I principali fattori di rischio sono: età superiore ai 50 anni, familiarità; Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI); sindromi ereditarie (poliposi adenomatosa familiare, Sindrome di Lynch). Mentre, per quanto riguarda gli stili di vita favorenti, ricordiamo: sedentarietà; ridotto consumo di frutta e verdura; dieta ricca di grassi e povera di fibre; eccesso ponderale; consumo di alcol; fumo. Non è possibile incidere sui primi, ma possiamo invece modificare le nostre abitudini per ridurre o eliminare completamente i fattori predisponenti del secondo gruppo.

A quali campanelli d’allarme devono prestare attenzione le persone che non rientrano nei programmi di screening?

Purtroppo nella maggior parte dei casi i sintomi sono poco indicativi o assenti. Una manifestazione che sicuramente allarma il paziente è la rettoragia (sanguinamento rettale), ma altri segni clinici possono indurci a richiedere un confronto con uno specialista, come il cambio delle abitudini dell’evacuazione, stipsi ostinata alternata a diarrea, ed anemizzazione. Altre manifestazioni precoci ma vaghe e saltuarie (spesso trascurate dai pazienti) sono: stanchezza, inappetenza e perdita di peso. In presenza di questi sintomi, in particolare per chi ha tra i 50 e i 75 anni, è necessario contattare uno specialista per effettuare esami specifici ed eventualmente una colonscopia.

I tempi di attesa per una colonscopia sono molto lunghi: come fare?

Le lunghe liste d’attesa sono un problema a cui abbiamo cercato di porre rimedio: nel nostro ambulatorio di Endoscopia Digestiva, infatti, è stato incrementato il numero di esami per seduta, è stata istituita una seduta dedicata esclusivamente ad analisi urgenti e programmate sedute aggiuntive per far fronte alle urgenze ogni volta che questi esami non riescono ad essere effettuati in tempi celeri nelle sedute ordinarie. Oltre a questo, ovviamente, rimane l’attività di screening che viene effettuata al di fuori delle sedute ordinarie.

Inoltre, gli esami che vengono richiesti con urgenza seguono liste d’attesa diverse e più rapide rispetto a quelli ordinari. In quest’ultimo periodo, anche a causa dell’emergenza Covid con la conseguente interruzione delle procedure ordinare, abbiamo praticamente azzerato l’attesa per gli esami urgenti.

Sarebbe però necessario che tutti fossimo guidati da senso civico e correttezza, non richiedendo con urgenza degli esami quando tali non sono. Spesso ci capita di eseguire analisi routinarie e di controllo richieste con urgenza e questo favorisce inevitabilmente il ritardo diagnostico per pazienti con patologie potenzialmente gravi.

Devo però dire anche che tutti dovremmo essere guidati da correttezza e senso civico, non richiedendo esami con caratteri di urgenza quando tali non sono; spesso assistiamo ad esami routinari e di controllo richiesti con urgenza, è superfluo ribadire come questo comportamento scorretto provochi disguidi ma soprattutto ritardi diagnostici per patologie potenzialmente gravi.