Sindrome dell'intestino irritabile nei bambini: le nuove linee guida italiane per una diagnosi corretta
La sindrome dell'intestino irritabile (IBS) è un disturbo dell'interazione intestino-cervello che negli ultimi vent'anni ha registrato un forte aumento tra i bambini e gli adolescenti. Spesso confusa con un semplice mal di pancia passeggero, questa condizione rappresenta una sfida complessa sia per le famiglie che per i medici a causa della mancanza di marcatori biologici specifici.
Per fare chiarezza ed evitare esami superflui, quattro importanti società scientifiche nazionali (SIGENP, SIP, SIGE e SINGEM) hanno unito le forze. Il risultato è un importante lavoro collaborativo coordinato dal Prof. Di Nardo, pubblicato nel 2024 sull'Italian Journal of Pediatrics, dal titolo ufficiale: "Italian guidelines for the management of irritable bowel syndrome in children and adolescents". Questo studio stabilisce le prime linee guida italiane per la gestione dell'IBS in età pediatrica
Come capire se un bambino soffre di intestino irritabile: i sintomi principali
Secondo lo studio citato e i Criteri internazionali di Roma IV (le linee guida mondiali per i disturbi gastrointestinali funzionali), la diagnosi di IBS nei pazienti pediatrici si basa su un approccio orientato ai sintomi e non sulla somministrazione indiscriminata di esami invasivi.
Il segnale principale è il dolore addominale cronico o ricorrente, che si manifesta almeno una volta alla settimana per un periodo di tre mesi, strettamente associato alla defecazione o a una variazione della frequenza e della consistenza delle feci.
In base alle abitudini intestinali del bambino, le linee guida suddividono l'IBS in tre sottotipi principali:
- IBS-C (con stipsi): il dolore è accompagnato da stitichezza e difficoltà di evacuazione.
- IBS-D (con diarrea): prevalgono scariche frequenti e feci liquide.
- IBS-M (mista): il bambino alterna costantemente periodi di stipsi a periodi di diarrea.
La strategia diagnostica delle linee guida italiane: quali esami fare
Il documento raccomanda una strategia diagnostica positiva. Significa che lo specialista può formulare la diagnosi identificando i sintomi tipici ed escludendo i cosiddetti segnali d'allarme (come perdita di peso inspiegabile, febbre ricorrente, sangue nelle feci o ritardo nella crescita).
In assenza di questi segnali, il percorso diagnostico ideale prevede:
- Sì allo screening per la celiachia: è l'unico test di routine fortemente raccomandato per tutti i bambini con sospetta IBS.
- Sì a esami mirati in casi specifici: il dosaggio della calprotectina fecale e della proteina C-reattiva (PCR) è utile solo se vi è il sospetto clinico di una malattia infiammatoria intestinale.
- No agli esami microbiologici di routine: la ricerca di virus o batteri nelle feci non è raccomandata sistematicamente.
- No ai test per allergie o intolleranze alimentari: ad eccezione della celiachia, i test a tappeto per le allergie o per la sovracrescita batterica (SIBO) non trovano indicazione nella gestione standard dell'IBS.
- Colonscopia limitata: questo esame invasivo è indicato esclusivamente in presenza di chiari segni d'allarme.
Come cura l'IBS nei bambini: l'importanza dell'asse intestino-cervello
Il trattamento della sindrome dell'intestino irritabile richiede un approccio multidisciplinare e personalizzato, poiché la patologia è legata all'asse microbiota-intestino-cervello. Lo stress, l'ansia e i fattori psicologici influiscono direttamente sulla motilità e sulla sensibilità dell'intestino del bambino.
Il consenso degli esperti raccomanda un percorso terapeutico a step:
- Approccio dietetico e nutrizionale: modifiche dell'alimentazione, che possono includere l'integrazione di fibre specifiche sotto stretto controllo medico.
- Supporto psicologico: le terapie a indirizzo psicologico sono fortemente raccomandate per aiutare il bambino a gestire l'impatto che il dolore cronico ha sulla vita quotidiana e scolastica.
- Integrazione con probiotici: l'uso di ceppi probiotici selezionati ha ricevuto una raccomandazione condizionata per supportare l'equilibrio del microbiota.
- Terapia farmacologica mirata: l'uso del polietilenglicole (PEG) è indicato per il sottotipo con stipsi. Farmaci antispastici o antibiotici non assorbibili (come la rifaximina) vanno considerati solo in casi specifici. Nei casi più complessi, e sempre sotto supervisione dello specialista pediatra, possono essere presi in considerazione i neuromodulatori dell'asse intestino-cervello.
Conclusioni: un nuovo standard per la salute pediatrica
Lo studio coordinato dal Prof. Di Nardo rappresenta una svolta fondamentale nella gastroenterologia pediatrica italiana. Definendo un percorso chiaro basato sull'evidenza scientifica, le linee guida "Italian guidelines for the management of irritable bowel syndrome in children and adolescents" permettono finalmente di standardizzare la diagnosi e la cura di questo disturbo.
L'implementazione di questo protocollo non solo protegge i bambini da indagini diagnostiche invasive e non necessarie (come colonscopie o test per intolleranze privi di fondamento), ma ottimizza le risorse del sistema sanitario.
La gestione dell'IBS oggi non mira più alla semplice soppressione del sintomo, ma al ripristino del benessere globale del bambino attraverso la sinergia tra alimentazione, supporto psicologico e terapie mediche mirate.
Fonti
Di Nardo, G., Barbara, G., Borrelli, O., Cremon, C., Giorgio, V., Greco, L., La Pietra, M., Marasco, G., Pensabene, L., Piccirillo, M., Romano, C., Salvatore, S., Saviano, M., Stanghellini, V., Strisciuglio, C., Tambucci, R., Turco, R., Zenzeri, L., & Staiano, A. (2024). Italian guidelines for the management of irritable bowel syndrome in children and adolescents. Italian Journal of Pediatrics, 50(1), 51. https://doi.org/10.1186/s13052-024-01607-y

