Sordità improvvisa: che cos’è e come si manifesta
La sordità improvvisa è una perdita acuta dell’udito che si sviluppa in poche ore o nell’arco di pochissimi giorni, senza traumi evidenti e senza un motivo immediatamente riconoscibile. Per definizione si parla di ipoacusia improvvisa neurosensoriale quando si verifica una riduzione dell’udito di almeno 30 dB su tre frequenze contigue in meno di 72 ore. Di solito interessa un solo orecchio, e la persona percepisce l’orecchio come “tappato”, ovattato o improvvisamente meno sensibile ai suoni. In molti casi la sordità improvvisa è associata a acufeni (il classico fischio), sensazione di ovattamento, instabilità o lieve vertigine. Questa condizione non è rara quanto si crede, ma soprattutto è una condizione da non ignorare perché il tempo è un fattore determinante sulla prognosi.
Perché la sordità improvvisa è una urgenza medica
La sordità improvvisa non va mai gestita “vediamo se passa”. È considerata una urgenza otologica. Le prime 48–72 ore rappresentano una vera finestra di efficacia terapeutica: prima si interviene, maggiori sono le probabilità di recupero totale o parziale dell’udito. Ritardare la valutazione specialistica può tradursi in una perdita permanente. Questo spiega perché in medicina ORL la sordità improvvisa viene trattata come un evento critico da riconoscere e gestire senza attesa.
Cause della sordità improvvisa: virale, vascolare, autoimmune?
La verità clinica è che nella maggior parte dei casi la sordità improvvisa è idiopatica, cioè non si riesce a identificare una causa unica certa. Tuttavia la letteratura scientifica prende in considerazione alcune ipotesi fisiopatologiche ricorrenti: un possibile ruolo virale (riattivazioni virali o post-infettive), alterazioni vascolari legate alla microcircolazione dell’orecchio interno, meccanismi immunitari autoimmuni e fenomeni infiammatori di danno alle cellule sensoriali cocleari. Non è spesso un singolo elemento isolato, ma un insieme di fattori che possono convergere su un orecchio fino a quel momento sano.
Diagnosi della sordità improvvisa: perché serve subito uno specialista
La diagnosi corretta richiede una valutazione rapida da parte dell’otorinolaringoiatra. L’esame cardine è l’audiometria tonale, che permette di definire l’entità della perdita uditiva. Si associa impedenzometria e spesso RMN con contrasto per escludere patologie retrococleari come il neurinoma del nervo acustico. Durante la valutazione clinica si escludono cause banali ma ingannevoli come tappi di cerume o otiti acute, che possono simulare una perdita uditiva acuta ma non rientrano nella sordità improvvisa neurosensoriale.
Cura della sordità improvvisa: il cortisone è lo standard terapeutico
Il trattamento principale della sordità improvvisa è la terapia cortisonica precoce, che può essere somministrata per via sistemica (orale o endovenosa) o con iniezioni intratimpaniche a seconda del quadro. In alcuni protocolli si associano farmaci vasoattivi o neuroprotettori, ma il cardine rimane la corticoterapia tempestiva. In alcuni casi, anche dopo la terapia iniziale, è indicato un follow-up con controlli audiometrici ripetuti per monitorare il recupero.
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