Tosse che non passa mai: un fenomeno in aumento durante l’inverno
La tosse è un sintomo molto comune durante la stagione invernale, ma quest’anno numerosi pazienti segnalano una tosse che non va mai via. Da ottobre ad oggi, in Italia, si è registrato un aumento significativo di forme tussigene persistenti, ampiamente documentato e correlato all’impennata di casi di influenza e di altre virosi respiratorie
Perché la tosse persiste nel tempo
La persistenza della tosse è strettamente legata al danno che le infezioni respiratorie, soprattutto di origine virale, provocano sull’epitelio bronchiale. Questo danno aumenta la sensibilità dei recettori delle vie aeree, rendendo i nervi ipersensibili anche dopo la guarigione dalla malattia. È così che nasce la tosse ostinata post-infettiva, che può durare settimane, anche dopo la scomparsa degli altri sintomi.
L’impatto su adulti e bambini
Durante il periodo autunno-inverno 2025/26, l’incidenza delle infezioni respiratorie stagionali e della conseguente tosse è aumentata sia negli adulti sia nei bambini. Questo fenomeno evidenzia come la tosse persistente non sia più solo un problema individuale, ma un fenomeno di salute pubblica crescente.
Ruolo dell’ambiente e del clima
Un fattore determinante nel persistere della tosse sono le condizioni ambientali e climatiche. L’inquinamento atmosferico e le temperature altalenanti influenzano notevolmente la sensibilità delle vie respiratorie e favoriscono la tosse cronica stagionale.
Il reflusso gastroesofageo come trigger della tosse
Un altro elemento da non sottovalutare è il reflusso gastroesofageo, che può agire come trigger della tosse. Sebbene le infezioni virali non causino direttamente il reflusso, la tosse vigorosa può indurre o peggiorare una malattia da reflusso già presente, a causa delle elevate pressioni addominali generate durante gli episodi di tosse.

