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Trattamento della diastasi dei muscoli retti: cosa sapere

La diastasi dei muscoli retti addominali è una condizione in cui i due muscoli retti dell’addome, normalmente uniti al centro, si separano. Questo fenomeno avviene più frequentemente dopo la gravidanza, ma può manifestarsi anche in uomini e donne per fattori come obesità, sollevamento pesi e predisposizione anatomica. 

Come si manifesta 

I sintomi della diastasi includono un rigonfiamento al centro dell’addome, dolori lombari, senso di instabilità del core, difficoltà digestive e, in alcuni casi, la comparsa di ernie ombelicali o epigastriche. La separazione viene diagnosticata tramite esame clinico e confermata da ecografia o risonanza magnetica. 

Trattamenti non chirurgici 

Nel caso di diastasi lieve o in fase iniziale, possono essere proposti trattamenti conservativi. La fisioterapia specializzata del pavimento pelvico e dell’addome, con esercizi mirati alla tonificazione e al controllo della pressione intra-addominale, può aiutare a contenere i sintomi. Tuttavia, nelle forme più gravi, la ginnastica non è sufficiente a risolvere la separazione muscolare. 

Quando ricorrere alla chirurgia 

L’intervento chirurgico per la diastasi è indicato quando la separazione è superiore a 2-3 cm, i sintomi sono invalidanti o vi è una componente erniaria. La procedura più comune è la plicatura della fascia addominale, eseguita in anestesia generale, talvolta associata a una addominoplastica, nei casi in cui sia presente un eccesso cutaneo o adiposo. 

L’accesso può essere tradizionale (con incisione sovrapubica) oppure mini-invasivo (laparoscopia o robotica), a seconda delle condizioni cliniche del paziente. 

Le tecniche mininvasive per la riparazione della diastasi dei muscoli retti addominali, come la REPA (Riparazione Endoscopica Pre-Aponeurotica) e la miSAR®, offrono un approccio meno invasivo rispetto alla chirurgia tradizionale, con incisioni più piccole e tempi di recupero ridotti. Queste tecniche prevedono l'uso di strumenti chirurgici miniaturizzati e, in alcuni casi, la guida robotica per riavvicinare e suturare i muscoli retti, spesso rinforzando la riparazione con una rete. 

 

Tecniche mininvasive comuni:  

REPA (Riparazione Endoscopica Pre-Aponeurotica): 

  • Si realizza attraverso tre piccole incisioni, solitamente sopra il pube, per riavvicinare e suturare i muscoli retti, ricostruendo la linea alba.  

miSAR®: 

  • Questa tecnica, spesso utilizzata con approccio robotico, permette di creare una tasca retromuscolare per inserire una rete che rinforza la riparazione, riducendo il rischio di aderenze.  

Chirurgia Robotica: 

  • La chirurgia robotica offre maggiore precisione e controllo durante l'intervento, permettendo al chirurgo di operare con strumenti miniaturizzati attraverso piccole incisioni.  

R-TAPP: 

  • Un approccio transaddominale preperitoneale che utilizza strumenti chirurgici per riparare la diastasi oltre il peritoneo.  

TESAR: 

  • Tecnica che prevede tre piccole incisioni sovrapubiche per scollare il tessuto sottocutaneo, creare una tasca retromuscolare e inserire una rete di rinforzo.  

Endoscopia TESA e LAP-T: 

Altre tecniche mininvasive che utilizzano approcci endoscopici o laparoscopici per la riparazione della diastasi, con tecniche di sutura e/o inserimento di rete.  

Vantaggi delle tecniche mininvasive:  

  • Minore invasività: Incisioni più piccole e meno tessuto danneggiato rispetto alla chirurgia tradizionale.  
  • Recupero più rapido: I pazienti possono tornare più velocemente alle loro attività quotidiane.  
  • Minor dolore post-operatorio: Il dolore e il disagio post-operatorio sono generalmente ridotti.  
  • Migliori risultati estetici: Le cicatrici sono più piccole e meno visibili.  
  • Ridotto rischio di complicanze: La precisione degli strumenti e la minor invasività riducono il rischio di complicanze.  

Considerazioni:  

  • La scelta della tecnica migliore dipende dalla gravità della diastasi, dalla presenza di ernie associate e dalle condizioni cliniche del paziente.  
  • È importante consultare un chirurgo esperto in chirurgia mininvasiva della parete addominale per valutare la propria situazione e determinare il miglior approccio terapeutico. “ 

Recupero e risultati 

Il recupero dopo l’intervento varia da 3 a 6 settimane. Nelle prime fasi è importante indossare una guaina contenitiva e limitare gli sforzi fisici. I risultati sono generalmente duraturi e consentono di recuperare un addome stabile e funzionale, oltre a migliorare l’estetica e la postura. 

Considerazioni finali 

Il trattamento della diastasi dei retti addominali va personalizzato in base alla gravità della separazione, ai sintomi e alle esigenze del paziente. Una valutazione con uno specialista in chirurgia plastica ricostruttiva o chirurgia generale addominale è essenziale per impostare il corretto percorso terapeutico.