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Tumore al fegato: combatterlo con la diagnosi precoce

Il Dott. Riccardo Memeo, esperto in Chirurgia Generale a Bari, ci parla delle nuove tecniche per la diagnosi precoce del tumore al fegato

Tumore al fegato: i sintomi

Nelle fasi iniziali, il tumore epatico non dà alcun segno di sé. Quando la malattia inizia a diffondersi, però, compaiono dei sintomi specifici:

  1. Dolore alla parte superiore dell’addome;
  2. Ingrossamento del ventre;
  3. Perdita di peso e di appetito;
  4. Nausea e vomito;
  5. Sensazione di sazietà;
  6. Stanchezza;
  7. Ittero;
  8. Colorazione scura delle urine;
  9. Febbre;
  10. Edema agli arti inferiori.

Quanti tipi di tumore al fegato esistono?

La diagnosi precoce del tumore al fegato si basa sull’identificazione dei soggetti a rischio, cioè coloro che più sono esposti allo sviluppo di questo tipo di neoplasia.

Innanzitutto, dobbiamo ricordare che i tumori al fegato possono essere di origine primitiva (originano dalle cellule del fegato) o metastatica (originano dalle cellule di altri tumori e si diffondono poi nel fegato):

  • Tra i tumori primitivi più frequenti vi sono l’epatocarcinoma e il colangiocarcinoma. I soggetti più a rischio di sviluppare un tumore di questo tipo sono coloro che presentano infezioni croniche da epatite B o C, pazienti con cirrosi e pazienti obesi con steatosi epatica.
  • I tumori metastatici sono associati allo sviluppo di neoplasie in altre sedi (colon, seno, intestino, pancreas, etc.). I pazienti oncologici, o che sono stati già operati per tumore, devono sottoporsi a controlli periodici al fegato, in modo da verificare la presenza di metastasi.

Tumore al fegato: l’importanza dello screening

I pazienti che presentano queste caratteristiche sono maggiormente esposti al rischio di sviluppare tumori epatici. Gli esami di screening devono essere eseguiti ogni 6 mesi, e comprendere un’ecografia del fegato ed esami del sangue specifici per il fegato con marker tumorali.

Nel caso fosse presente un nodulo sospetto e/o gli esami del sangue risultassero anormali, allora vengono indicate l’esecuzione di una TAC o di una risonanza magnetica, e la biopsia del nodulo sospetto (il prelievo di un frammento del nodulo, poi analizzato in laboratorio).

La sopravvivenza del paziente con tumore epatico dipende dalla tempestività della diagnosi: da questo si può intuire l’importanza dello screening per offrire al malato una terapia adeguata e, quindi, maggiori probabilità di sopravvivenza.