Tumore allo stomaco: come ci si accorge di averlo?

Autore: Dott. Michele Ghidini
Pubblicato:
Editor: Francesco Fusi

Come ci si accorge di avere un tumore allo stomaco? Quali sono i primi esami da fare?

La maggior parte dei pazienti con tumore dello stomaco sono asintomatici. La perdita di peso ed il dolore addominale sono le due manifestazioni più comuni alla diagnosi. La perdita di peso è causata da un insufficiente alimentazione ed un ridotto apporto di calorie.

Quali sono i sintomi più comuni?

Spesso è associata ad anoressia (perdita dell’appetito), sazietà precoce, difficoltà nell’alimentazione dei cibi solidi, liquidi o entrambi (disfagia) e difficoltà alla digestione (dispepsia). Inoltre, una insufficiente alimentazione può essere dovuta a nausea e dolore addominale. La nausea ed il senso di sazietà precoce sono altri due sintomi frequenti. In entrambi i casi, la sintomatologia dipende dalla presenza di una massa più o meno estesa a livello dello stomaco. Circa un quarto dei pazienti ha una storia di ulcera gastrica e manifesta una sintomatologia tipica da ulcera gastrica, con dolore e/o bruciore a livello dello stomaco peggiorati dall’assunzione di cibo. Inoltre, se il tumore è ulcerato e sanguinante causa melena, ovvero la presenza di feci nere e maleodoranti (feci picee). Più raramente il paziente lamenta vomito alimentare o ematemesi, ovvero vomita sangue rosso vivo o rosso scuro. In generale, qualsiasi sintomatologia persistente di possibile pertinenza gastrica (disfagia, nausea, dispepsia, senso di sazietà precoce, anoressia, dolore addominale) e la perdita di peso dovrebbero essere indagate con un’esofagogastroduodenoscopia con biopsie dello stomaco per ottenere una diagnosi istologica.

Chi è il medico specializzato nella cura dei tumori allo stomaco?

L’endoscopista spesso esegue la diagnosi di malattia con l’esofagogastroduodenoscopia. Successivamente, è necessaria l’attività di più specialisti riuniti in ambito multidisciplinare per definire la miglior cura. Il chirurgo generale, il radiologo, il gastroenterologo endoscopista, l’anatomopatologo e l’oncologo sono i medici coinvolti nel processo di cura del tumore dello stomaco.

Quanto tempo si può vivere con un tumore allo stomaco?

La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi di tumore dello stomaco è del 30% per gli uomini e del 35% per le donne.

Quali sono le prime terapie da fare per curare un tumore allo stomaco? C’è una riabilitazione post operazione?

Per la maggior parte dei pazienti con tumore dello stomaco operabile con interessamento dello strato muscolare dell’organo e oltre, così come per tutti i pazienti con malattia estesa ai linfonodi, vi è indicazione ad un trattamento chirurgico e chemioterapico associato. In particolare, la somministrazione di chemioterapia preoperatoria è preferibile perché permette di ridurre l’estensione della malattia prima della chirurgia. Inoltre, nei pazienti con malattia più estesa, un eventuale peggioramento della malattia durante la chemioterapia permette di evitare un intervento chirurgico che si rivelerebbe inutile e solo peggiorativo per il malato alla luce dell’andamento clinico aggressivo. Idealmente, dovrebbero essere somministrati 4-6 cicli di chemioterapia prima dell’intervento chirurgico. Successivamente, se le condizioni cliniche postoperatorie lo permettono, sono indicati gli stessi cicli dopo la chirurgia, per completare un totale di 6 mesi complessivi di trattamento. Dopo l’intervento, soprattutto se è stato asportato l’intero stomaco (gastrectomia totale) è necessaria una corretta educazione alimentare del paziente (pasti piccoli e frequenti). Una valutazione nutrizionale periodica è necessaria dopo l’intervento e nei mesi successivi. Talvolta si verificano una importante perdita di peso, dispepsia e disfagia. Inoltre, il paziente può lamentare la comparsa di diarrea correlata a problemi di malassorbimento.

Dott. Michele Ghidini
Oncologia

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