Cattiva digestione (Dispepsia)

Che cos’è la dispepsia? 

La dispepsia è un insieme di sintomi che interessa la parte superiore dell’addome e che può manifestarsi con dolore o bruciore nella zona dello stomaco, senso di pienezza dopo i pasti, sazietà precoce, gonfiore, nausea o eruttazioni. È un disturbo molto comune, che può presentarsi in modo occasionale oppure ricorrente. 


La dispepsia può essere associata a diverse condizioni dell’apparato digerente, come gastrite, ulcera gastrica o duodenale, reflusso gastroesofageo o infezione da Helicobacter pylori. In molti casi, tuttavia, gli accertamenti non evidenziano una causa organica in grado di spiegare i sintomi. In questa situazione si parla di dispepsia funzionale, una forma molto frequente di dispepsia. 


La dispepsia funzionale può avere un andamento cronico o ricorrente, con periodi in cui i sintomi si attenuano o scompaiono e altri in cui si ripresentano. La sua comparsa può essere influenzata da diversi fattori, tra cui alterazioni della motilità e della sensibilità dello stomaco, pasti abbondanti, alcune abitudini alimentari e, in alcune persone, stress e fattori psicologici. 


La gestione della dispepsia dipende dalla causa e dai sintomi presenti e può prevedere modifiche dello stile di vita, interventi sull’alimentazione e, quando indicato, una terapia farmacologica prescritta dal medico. 

Prognosi della dispepsia 

La prognosi della dispepsia è generalmente favorevole. Nella maggior parte dei casi, soprattutto nella dispepsia funzionale, la condizione non è associata a una malattia grave e non comporta un aumento del rischio di complicanze importanti. 


La dispepsia funzionale può tuttavia diventare una condizione persistente o ricorrente e influire sulla qualità di vita. I sintomi possono infatti alternare periodi di miglioramento e fasi di riacutizzazione. 


Quando la dispepsia è invece provocata da una condizione organica, come un’ulcera o un’infezione da Helicobacter pylori, la prognosi dipende dalla patologia responsabile e dalla risposta al trattamento. 


In presenza di sintomi nuovi, persistenti o particolarmente intensi, è importante rivolgersi al medico per stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti. 

Sintomi della dispepsia 

I sintomi della dispepsia interessano prevalentemente la parte superiore dell’addome. Nella dispepsia funzionale, i disturbi più caratteristici sono: 


  • dolore o bruciore nella parte superiore dell’addome;
  • sensazione di pienezza dopo i pasti;
  • sazietà precoce, cioè la sensazione di essere pieni dopo aver mangiato una quantità di cibo inferiore a quella abituale.


Possono inoltre comparire gonfiore addominale, nausea, eruttazioni e una sensazione di digestione difficoltosa. 


I sintomi possono manifestarsi durante o dopo i pasti e possono variare da una persona all’altra. Nella dispepsia funzionale non è necessario che siano presenti tutti i disturbi contemporaneamente. 


La dispepsia non deve essere confusa con la pirosi, comunemente definita bruciore di stomaco. La pirosi consiste generalmente in una sensazione di bruciore dietro lo sterno, che può risalire verso il collo o la gola, mentre la dispepsia interessa principalmente la parte superiore dell’addome. 

Esami per diagnosticare la dispepsia 

La diagnosi della dispepsia parte dalla valutazione dei sintomi, della loro durata e delle caratteristiche individuali del paziente. Il medico raccoglie inoltre informazioni sull’alimentazione, sull’assunzione di farmaci e sulla presenza di eventuali patologie gastrointestinali. 


Nel caso della dispepsia funzionale, la diagnosi viene presa in considerazione quando sono presenti i sintomi caratteristici e gli accertamenti non evidenziano una causa organica in grado di spiegarli. 


A seconda dell’età del paziente, della storia clinica e della presenza di eventuali segnali d’allarme, il medico può prescrivere alcuni esami, tra cui: 


  • test per la ricerca dell’Helicobacter pylori, come il test del respiro o l’esame delle feci;
  • Endoscopia gastrointestinale superiore, che permette di osservare esofago, stomaco e duodeno e di individuare eventuali alterazioni della mucosa;
  • Ecografia addominale, quando indicata sulla base dei sintomi e del sospetto clinico.


Non tutti questi esami sono necessari in ogni paziente. La scelta degli accertamenti viene effettuata dal medico in base al quadro clinico. 

Quali sono le cause della dispepsia? 

Le cause della dispepsia sono diverse e non sempre è possibile identificarne una precisa. 


Quando i sintomi sono dovuti a una condizione organica, possono essere associati, tra le altre, a gastrite, ulcera gastrica o duodenale, infezione da Helicobacter pylori, reflusso gastroesofageo o all’assunzione di alcuni farmaci, in particolare gli antinfiammatori non steroidei. 


Nella dispepsia funzionale, invece, non viene individuata una lesione o una patologia organica che giustifichi i sintomi. Si ritiene che possano contribuire diversi meccanismi, tra cui una maggiore sensibilità agli stimoli provenienti dallo stomaco, alterazioni dello svuotamento gastrico e della motilità gastrointestinale e modificazioni dell’interazione tra apparato digerente e sistema nervoso. 


Anche alcuni fattori legati allo stile di vita possono favorire o aggravare i disturbi. Tra questi: 

  • pasti abbondanti;
  • consumo di alimenti particolarmente grassi o piccanti;
  • mangiare rapidamente;
  • consumo eccessivo di alcol;
  • consumo elevato di caffeina, quando questa peggiora i sintomi;
  • tabagismo;
  • alcuni farmaci che possono irritare la mucosa gastrica.


Stress, ansia e altri fattori psicologici possono inoltre contribuire alla comparsa o al peggioramento dei sintomi della dispepsia funzionale. Questo non significa che il disturbo abbia un’origine esclusivamente psicologica, ma che esiste una complessa interazione tra sistema nervoso e apparato digerente. 

Stomaco

Si può prevenire? 

Non sempre è possibile prevenire la dispepsia, soprattutto quando i sintomi sono legati a una condizione organica o alla dispepsia funzionale. Tuttavia, alcune abitudini possono contribuire a ridurre la frequenza o l’intensità dei disturbi. 


È consigliabile: 

  • consumare pasti non eccessivamente abbondanti;
  • mangiare lentamente e masticare bene;
  • individuare gli alimenti che provocano o peggiorano i sintomi e limitarne il consumo;
  • ridurre il consumo di alcol e caffeina se risultano associati ai disturbi;
  • evitare il fumo;
  • cercare di gestire le situazioni di stress;
  • evitare l’assunzione non necessaria di farmaci che possono irritare lo stomaco.


Non è invece necessario eliminare indiscriminatamente specifiche categorie di alimenti: nella dispepsia funzionale la risposta agli alimenti è individuale e una dieta eccessivamente restrittiva può essere controproducente. 

Trattamenti per la dispepsia 

Il trattamento della dispepsia viene stabilito in base alla causa, alla presenza di eventuali patologie associate e ai sintomi predominanti. 


Nel caso della dispepsia funzionale, il trattamento può comprendere: 


  • modifiche delle abitudini alimentari e dello stile di vita;
  • individuazione e riduzione degli alimenti che favoriscono individualmente i sintomi;
  • farmaci che riducono la secrezione acida, quando indicati;
  • altri farmaci specifici per il controllo dei sintomi, scelti dal medico in base al quadro clinico;
  • trattamento dell’infezione da Helicobacter pylori, quando presente.


L’eradicazione dell’Helicobacter pylori può essere indicata nei pazienti positivi all’infezione e può contribuire al miglioramento dei sintomi in una parte dei pazienti. 


In alcune persone con dispepsia funzionale può inoltre essere utile un approccio rivolto alla gestione dello stress e dei fattori che influenzano l’interazione tra sistema nervoso e apparato digerente. 


La terapia deve essere personalizzata e non è consigliabile assumere farmaci gastroprotettori o antiacidi in modo prolungato senza una valutazione medica. 

Quale tipo di specialista tratta la dispepsia? 

Lo specialista di riferimento per la diagnosi e il trattamento della dispepsia è il gastroenterologo, specialista dell’apparato digerente. 


Il gastroenterologo valuta i sintomi, la storia clinica e gli eventuali fattori di rischio, stabilisce se siano necessari ulteriori accertamenti e individua il trattamento più appropriato. Nel caso della dispepsia funzionale, l’obiettivo è controllare i sintomi, migliorare la qualità di vita e ridurre la frequenza delle riacutizzazioni. 

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