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Tumore al pancreas: diagnosi e terapie in Italia

Il tumore al pancreas rappresenta la neoplasia più aggressiva fra i tumori dell’apparato digerente, ma negli ultimi anni, grazie ai progressi nella diagnosi e nelle strategie terapeutiche, si sono aperti nuovi orizzonti per il suo trattamento. L’obiettivo di questo articolo è fornire una panoramica chiara e aggiornata sul percorso diagnostico e terapeutico, con particolare attenzione al contesto italiano. Approfondiamo l’argomento con la Dott.ssa Isabella Frigerio, Chirurga Pancreatica di grande esperienza.

Quali sono i fattori di rischio?

Lo sviluppo di un tumore al pancreas non è secondario ad un’unica causa: diversi fattori concorrono ad aumentare il rischio di sviluppare la malattia. Tra i principali: il fumo, la pancreatite cronica, il diabete e la familiarità per tumori pancreatici. In alcuni casi possono influire anche fattori genetici, motivo per cui in presenza di una forte storia familiare viene consigliata l’indagine genetica e una sorveglianza mirata.

Diagnosi precoce: una sfida ancora aperta

La diagnosi precoce del tumore pancreatico è un evento piuttosto raro e per questo viene definito silent killer, in quanto tende a manifestarsi con sintomi aspecifici: dolore addominale, perdita di peso o nausea non vengono riconosciuti, e spesso la diagnosi avviene in fase già avanzata. Altri sintomi più specifici come l’ittero o l’insorgenza improvvisa di diabete, devono essere subito correlati alla possibilità di un tumore pancreatico e di conseguenza indagati in modo approfondito. L’esecuzione di esami diagnostici come la risonanza magnetica, la TAC addominale e l’ecoendoscopia permettono di individuare e studiare in modo adeguato le lesioni sospette.

Chirurgia pancreatica: il trattamento di riferimento

Quando la malattia è diagnosticata in fase iniziale, la resezione pancreatica rappresenta il trattamento principale che deve sempre essere completato con la chemioterapia sistemica. A seconda della sede del tumore, il paziente può essere sottoposto a duodenocefalopancreasectomia (o intervento di Whipple), che rappresenta l’intervento più noto e più complesso, che consiste nella rimozione della testa pancreatica, del duodeno e della via biliare; pancreasectomia distale o, in rari casi, pancreasectomia totale. È noto e dimostrato che la chirurgia deve essere eseguita in centri specializzati, ad alto volume e dove l’esperienza del team multidisciplinare migliora i risultati a breve e a lungo termine.

Terapie integrate e chemioterapia

Come già detto, il trattamento del tumore al pancreas è multidisciplinare. L’intervento chirurgico viene associato a chemio o chemioradioterapia. La chemioterapia può essere somministrata prima dell’intervento (neoadiuvante) per guadagnare la resecabilità della neoplasia, oppure dopo (adiuvante) per completare l’efficiacia del trattamento chirurgico. Nei casi in cui il tumore esordisca in stadio avanzato, le terapie sistemiche hanno lo scopo di rallentare la progressione e migliorare la qualità di vita.


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Sopravvivenza e qualità di vita

La sopravvivenza a lungo termine dipende dallo stadio alla diagnosi e dalla risposta al trattamento eseguito. Negli ultimi anni si è osservato un miglioramento grazie a protocolli terapeutici personalizzati e alla centralizzazione dei pazienti in ospedali di riferimento. Oltre all’intervento chirurgico e al trattamento oncologico, è fondamentale il supporto nutrizionale e psicologico e riabilitativo che accompagna il paziente lungo tutto il percorso di cura.

Conclusioni

Il tumore al pancreas resta una sfida importante, ma grazie ai progressi della ricerca e alle nuove strategie terapeutiche oggi è possibile offrire percorsi di cura sempre più efficaci.